|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Un nuovo studio dimostra l'efficacia del probiotico VSL3 in pazienti pediatrici affetti da sindrome del colon irritabile

Gastroenterologia

Non esiste un trattamento farmacologico di elezione per questa patologia. Generalmente la terapia si basa su modificazioni della dieta e uso di antispastici, antidolorifici, ansiolitici o antidepressivi triciclici. Tuttavia, in età pediatrica si tende ad evitare l’uso di questo tipo di farmaci a causa della loro scarsa efficacia e soprattutto per i potenziali gravi effetti collaterali.
La microflora intestinale interviene in diverse fasi dell'insorgenza e del mantenimento della sindrome: per esempio modula la motilità dell'intestino, influenza la quantità e la qualità dei gas prodotti per la fermentazione dei substrati sfuggiti all'assorbimento, incide sul metabolismo dei sali biliari e interviene nel metabolismo energetico delle cellule intestinali mediante la produzione degli acidi grassi a catena corta. Dati recenti indicano che soggetti affetti da sindrome del colon irritabile hanno un alterato microbiota intestinale, con una ridotta colonizzazione da parte di lattobacilli e bifidobatteri e un aumento dei microorganismi facoltativi. Una recente revisione della letteratura indica che l’uso di probiotici potrebbe offrire un potenziale terapeutico nei pazienti adulti affetti da colon irritabile contribuendo a ridurre il gonfiore e il dolore addominale, ma finora nessuno studio era stato condotto in pazienti di età pediatrica.
Un recente studio multicentrico condotto presso sette centri di gastroenterologia pediatrica in USA, Italia ed India, coordinato dal Prof. Stefano Guandalini dell’Università di Chicago e presentato al recente congresso dell’associazione americana di Gastroenterologia tenutosi ad Orlando, in Florida, ha valutato l’efficacia e la sicurezza del probiotico VSL3® in pazienti pediatrici affetti da sindrome del colon irritabile.

pubblicità

59 pazienti a cui è stata diagnosticata la patologia secondo i criteri di Roma II, sono stati sottoposti a trattamento con VSL3® oppure placebo per 6 settimane, quindi dopo due settimane di sospensione, il paziente è stato sottoposto al trattamento opposto, secondo il classico schema dello studio in crossover. La dose di prodotto era di una bustina al giorno (450 miliardi) per i bambini di età compresa tra 4 e 11 anni, e di due bustine al giorno per quelli tra 12 e 18 anni.
L’endpoint primario dello studio era la riduzione della sintomatologia secondo la scala SGARC (subject’s global assessment of relief), mentre endpoints secondari erano la riduzione del gonfiore e del dolore addominale, e la percezione del miglioramento della qualità di vita da parte dei familiari. L’analisi statistica dei dati ha rivelato che il VSL3 aveva avuto una efficacia significativa rispetto al placebo per tutti i parametri esaminati. Inoltre nessun effetto collaterale è stato registrato durante la conduzione dello studio.
Il VSL3 rappresenta quindi una valida opportunità terapeutica nei giovani pazienti affetti da sindrome del colon irritabile, sia nel migliorare la qualità di vita dei pazienti, sia nell’alleviare la sintomatologia della patologia, laddove i farmaci tradizionali sono di scarsa efficacia e sicurezza.
 

Gastroenterologia
Commenti

I Correlati

Gonfiore addominale e digestione difficile: un disturbo comune che incide sulla qualità della vita
Gastroenterologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Celiachia, quando bastano gli esami del sangue? Le nuove indicazioni per la diagnosi senza biopsia
Gastroenterologia
Celiachia, quando bastano gli esami del sangue? Le nuove indicazioni per la diagnosi senza biopsia
La diagnosi della malattia celiaca si basa sulla ricerca di anticorpi specifici e, in molti casi, sulla biopsia duodenale. Un articolo pubblicato su JAMA analizza i criteri per identificare i pazienti candidabili a un percorso sierologico, con indica
Malattie infiammatorie croniche intestinali, guselkumab rimborsato in Italia per Crohn e colite ulcerosa
Gastroenterologia
Malattie infiammatorie croniche intestinali, guselkumab rimborsato in Italia per Crohn e colite ulcerosa
La rimborsabilità riguarda gli adulti con malattia attiva da moderata a severa che non rispondono adeguatamente alle terapie convenzionali o biologiche, perdono la risposta o non tollerano i trattamenti. Per il Crohn è prevista anche l’induzione sott
Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Pazienti
Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Non solo calorie o zuccheri: questi prodotti possono alterare i meccanismi che regolano fame, microbiota e infiammazione. E le conseguenze si riflettono su obesità, diabete e salute cardiovascolare
Infarto e diabete, la prevenzione inizia nell'intestino: il microbiota rivela il rischio con anni di anticipo
Pazienti
Infarto e diabete, la prevenzione inizia nell'intestino: il microbiota rivela il rischio con anni di anticipo
La ricerca del Policlinico Gemelli accende i riflettori sulla metainfiammazione, un processo invisibile che potrebbe aprire la strada a una prevenzione sempre più precoce

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.