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Vaccinazione contro l’Influenza: attenzione a non abbassare la guardia

Infettivologia

Il vaccino antinfluenzale è l'unica misura preventiva di profilassi specifica, utile e adatta a chiunque e a qualunque età (salvo rare controindicazioni specifiche da valutare con il medico di medicina generale).

Effettuato ogni anno all'inizio della stagione influenzale, il vaccino, messo gratuitamente a disposizione dal Ministero della Salute, permette di evitare (o attenuare) i fastidi dell'influenza e di ridurre il rischio di complicanze più gravi dovute sia al Virus influenzale, sia alle altre gravi infezioni batteriche intra o post-influenzali come la polmonite.

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Permette anche, effettuato per tempo e come si dirà oltre, un discreto controllo dell'epidemia influenzale nella popolazione interessata. Si è assistito tuttavia, negli ultimi anni, e, specialmente dopo l'epidemia pandemica dovuta ad un ceppo influenzale suino, di qualche anno fa, combinata con una quantomeno superficiale organizzazione della Campagna vaccinale nel nostro Paese in quella occasione, ad un fenomeno di "disaffezione" dalla pratica vaccinale da parte della popolazione, disaffezione che è giunta ai giorni nostri.

Il risultato è stata una lenta e progressiva erosione dei tassi di copertura della vaccinazione; fenomeno questo, che, facendo crescere il tasso dei soggetti suscettibili, rischia di amplificare il diffondersi dell'epidemia influenzale ,oltre i confini continentali (pandemia), e le possibilità del Virus influenzale di mutare, con conseguenze prevedibilmente serie.

Di questo fenomeno sono ben a conoscenza i Medici di Medicina Generale che registrano da qualche tempo una sorta di disattenzione al problema,o addirittura di rinnovata diffidenza da parte dei pazienti, anche ad alto rischio, che, magari dopo anni di sana e prudente pratica vaccinale,disertano l'appuntamento annuale con il vaccino. 

Anche i Sanitari impegnati nei Servizi di Pronto Soccorso e nei DEA nei periodi influenzali, hanno constatato e constatano l'aumento del numero dei ricoveri per problemi respiratori, cardiologici, metabolici etc., riconducibili direttamente o indirettamente alla malattia influenzale, l'affollamento talvolta insopportabile, delle strutture ricettive, già gravate, specie in alcune realtà metropolitane, da croniche carenze e criticità.

Ma quali sono le ragioni profonde di un simile fenomeno?

Innanzitutto, a mio parere, si è fatta avanti in ampi strati di popolazione, peraltro colta, una certa deriva culturale "naturistica", stimolata da gruppi di obiezione molto agguerriti e presenti anche sul Web, che negano ancora oggi, non solo l'efficacia, ma anche la sicurezza delle vaccinazioni in toto riducendo tutto ad un "affaire" di tipo economico-politico.

Quante volte I medici e/o gli operatori sanitari, si trovano a discutere con pazienti animati da remore spesso infondate quando non addirittura da pregiudizi che dipingono a tinte fosche le Autorità sanitarie nazionali e mondiali.

E tuttavia, sarebbe bene ricordare che invece le vaccinazioni in generale, e quella antiinfluenzale in particolare, sono da  considerare sicure ed efficaci dalla Comunità scientifica, non per un qualche assunto apodittico, ma solo alla luce delle evidenze che emergono in innumerevoli studi di efficacia e sicurezza condotti da almeno 40 anni ad aggi.

In particolare Studi condotti nella stretta osservanza della Evidence Based Medicine (EBM)  su soggetti anziani e/o patologici, su soggetti adulti sani, su soggetti diabetici negli anni e decenni scorsi, conducono tutti alle seguenti conclusioni:

a- la vaccinazione antiinfluenzale è in grado di ridurre il rischio di ospedalizzazione per malattie cardiache, stroke, polmoniti ed influenza nei soggetti patologici "a rischio";

b- nei medesimi la vaccinazione antiinfluenzale è in grado di ridurre il rischio di mortalità per tutte le cause, nella    stagione epidemica;

c- la pratica vaccinale è in grado di ridurre le assenze per influenza (che risulta essere la prima causa di assenza lavorativa e scolastica);

d- la vaccinazione è in grado di ridurre la spesa per farmaci anti-infettivi durante il periodo epidemico; infatti, riduce o annulla il consumo di antibiotici, antivirali ed antipiretici, oltre a ridurre la durata della malattia influenzale.

Una seconda ragione può risiedere nel fatto che, dopo il clamore mediatico connesso alla "pandemia" d Virus suino, Stampa, TV, e Mass-media in genere, hanno smesso di parlare di Influenza; è quindi venuto meno il canale, forse più potente di comunicazione, informazione e sollecitazione verso la popolazione.

Mi sembra quindi necessario ed utile che la Tv (almeno di Stato) e gli altri mezzi di informazione dedichino appositi piccoli spazi "spot" e spazi più ampi dedicati ad esperti, volti alla informazione, al chiarimento di dubbi, perplessità espressi in modo aperto in una logica di confronto rispettoso tra esperti ed utenti della sanità.

Si tratta di una sfida non solo epidemiologica, ma culturale, in grado di opporsi al deteriorarsi del rapporto fiduciario che deve esistere tra medicina e popolazione, che sia in grado di sostituirsi alle troppe pseudo-culture che non poggiano su alcun principio scientifico dimostrabile, ma che sono in grado di produrre danni.

Una nuova idea di rapporto medicina-popolazione (o medico-paziente) può forse ripartire proprio dalle evidenze, dai dati di fatto, dai dati scientifici dimostrati e dimostrabili e che notoriamente hanno la testa dura.......

Ecco questa mi pare una stimolante prova per chi opera oggi, ma soprattutto per chi opererà domani nel mondo della sanità.

Bibliografia:

1) Influenza Vaccination and Reduction in Hospitalizations for Cardiac Disease and Stroke among the Elderly Kristin L. Nichol, M.D., M.P.H., M.B.A., James Nordin, M.D., M.P.H., John Mullooly, Ph.D., Richard Lask, M.D., Kelly Fillbrandt, B.S., and Marika Iwane, Ph.D. From the Veterans Affairs Medical Center and the University of Minnesota, Minneapolis (K.L.N.); HealthPartners Research Foundation, Minneapolis (J.N., K.F.); Kaiser Permanente Northwest, Portland, Oreg. (J.M.); Oxford Health Plan, New York (R.L.); and the Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta (M.I.). Address reprint requests to Dr. Nichol at the Veterans Affairs Medical Center (111), 1 Veterans Dr., Minneapolis, MN 55417, or at nicho014@ umn.edu. N Engl J Med 2003;348:1322-32.

2) Prevention and control of influenza: recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP). MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2002;51(RR-3):1-31.

3) Nichol KL. Efficacy/clinical effectiveness of inactivated influenza virus vaccines in adults. In: Nicholson KG, Webster RG, Hay AJ, eds. Textbook of influenza. Oxford, England: Blackwell Science, 1998:358-72.

4) Ahmed AH, Nicholson KG, Nguyen-van Tam JS, Pearson JC. Effectiveness of influenza vaccine in reducing hospital admissions during the 1989-90 epidemic. Epidemiol Infect 1997;118:27-33.

5) Mullooly JP, Bennett MD, Hornbrook MC, et al. Influenza vaccination programs for elderly persons: cost-effectiveness in a health maintenance organization. Ann Intern Med 1994;121:947-52.

6) Nordin J, Mullooly J, Poblete S, et al. Influenza vaccine effectiveness in preventing hospitalizations and deaths in persons 65 years or older in Minnesota, New York, and Oregon: data from 3 health plans. J Infect Dis 2001;184:665-70.

7) Prevention of pneumococcal disease: recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP). MMWR Morb Mortal Wkly Rep 1997; 46(RR-8):1-24.

8) Cartabellotta A.:Convincere il paziente:persuasione etica o manipolazione paternalistica?Evidence 2013; 5(6):1000048e
 

Infettivologia
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