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L'Mmg conosce le norme sul dolore ma la metà non adegua la terapia

L'Mmg conosce le norme sul dolore ma la metà non adegua la terapia
Medicina Generale

E’ il quadro che emerge da una ricerca commissionata a Doxa Marketing Advice dal Centro Studi Mundipharma e condotta su 200 medici di medicina generale di tutta Italia.

Secondo l’indagine i camici bianchi di fiducia sono promossi sulla teoria, meno sulla pratica: conoscono la nota Aifa che evidenzia le controindicazioni dell’impiego di antinfiammatori non steroidei (Fans) e Coxib nei pazienti con patologie cardiovascolari; sono al corrente delle recenti restrizioni sui medicinali che associano paracetamolo e codeina, il cui impiego è stato limitato a 72 ore; cresce anche la dimestichezza con i farmaci oppioidi (il 94% sa citarne le principali marche, contro il 70% rilevato nel 2013).

Eppure, spiega Massimo Sumberesi, Managing Director di Doxa Marketing Advice, molti “manifestano un atteggiamento di sostanziale inerzia prescrittiva. In particolare, i più anziani sono quelli che dimostrano maggiore resistenza al cambiamento”.

E così, secondo i dati della ricerca, i Fans restano la soluzione più diffusa (36%), seguiti dagli oppioidi (26%, in monoterapia o in associazione a paracetamolo) e dagli antipiretici (22%). “Rispetto a una nostra indagine condotta sempre sui generalisti nel 2013, si evince una situazione di stallo. Va tuttavia segnalato che, guardando al futuro, il 56% degli intervistati ritiene che le proprie prescrizioni di oppioidi aumenteranno”, continua Sumberesi.

Secondo l’indagine, un terzo dei pazienti visitati ha dolore, lieve nel 34% dei casi, moderato nel 44%, severo nel 22%. Per quasi 7 assistiti su 10 si tratta di una forma cronica: in questo caso, i farmaci che i medici di medicina generale considerano di riferimento sono gli oppioidi (29%), seguiti dai Fans (28%) e dalle associazioni di paracetamolo e codeina (16%). Alla prova dei fatti, rileva però la ricerca, il 52% delle loro prescrizioni di Fans continua a riguardare pazienti con dolore cronico.

Le associazioni paracetamolo/codeina vengono prescritte per oltre 3 giorni dal 90% degli intervistati, in media quasi per 10 giorni. Anche chi conosce l’aggiornamento delle relative schede tecniche – che ne limita l’impiego a 72 ore – solo nel 14% dei casi li utilizza secondo la norma. Inoltre nei casi in cui, dopo i 3 giorni di assunzione, il paziente continui a riferire dolore, il 71% dei medici dichiara di cambiare terapia, ma solo il 6% passa a un oppioide. “L’indagine Doxa evidenzia come permangano ancora importanti margini di miglioramento – ammette Fiorenzo Corti, responsabile comunicazione nazionale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) – Occorrono nuovi sforzi per intensificare le attività di formazione a supporto delle cure primarie. Fimmg sta lavorando proprio in questa direzione”.

 

fonte: adn

Medicina Generale
Commenti
LM
LEONARDO MANFRIN
IO SONO CONTRO GLI OPPIOIDI PER QUELLO CHE POSSONO SCATENARE, PER CUI PRESCRIVO DEI FANS CON L'AIUTO DI GASTROPROTETTORI E QUALCHE VOLTA DELLE ASSOCIAZIONI CON PARACETAMOLO E CODEINA ( SPIEGANDO AL PAZIENTE DI NON ESAGERARE NELL'ASSUNZIONE ( 1 CP AL GIORNO PER 3/4 GIORNI MASSIMO ) ; NEI CASI PIU' GRAVI POSSO ARRIVARE AL TARGIN ( OSSICODONE ) MA LA MORFINA QUASI MAI
Rispondi
12/12/2014 12:57
LM
LEONARDO MANFRIN
IO SONO CONTRO GLI OPPIOIDI PER QUELLO CHE POSSONO SCATENARE, PER CUI PRESCRIVO DEI FANS CON L'AIUTO DI GASTROPROTETTORI E QUALCHE VOLTA DELLE ASSOCIAZIONI CONPARACETAMOLO E CODEINA ( SPIEGANDO AL PAZIENTE DI NON ESAGERARE NELL'ASSUNZIONE ( 1 CP AL GIORNO PER 3/4 GIORNI MASSIMO
Rispondi
12/12/2014 12:56

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