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Istat, torna la natalità. Ma sono stranieri

Medicina Generale

Lo ha affermato Sabrina Prati, responsabile delle statistiche sulle nascite dell'Istat, a margine della presentazione a Roma del Progetto Euro-Peristat, un progetto coordinato in Italia dall'ospedale Bambino Gesù di Roma. Se nel 1995 è stato registrato il minimo storico delle nascite con un tasso di fecondità di 1,19 per donna, da quell'anno c'è stata una lieve ripresa fino a toccare 1,36 del 2007. In pratica, ha spiegato Prati, abbiamo avuto 560.000 nascite delle quali 70.

000 da mamme straniere; ma il fenomeno è stato significativo anche per le mamme italiane che hanno posticipato e stanno realizzando a 40 anni la maternità. ''L'Italia - ha detto la statistica - è da considerarsi un caso di studio per i bassi livelli di natalità, così come era avvenuto in Grecia e Spagna e ora sta avvenendo nell'Europa dell'Est''. E' ancora presto per dire, conclude la studiosa, se questa tendenza alla ripresa si manterrà nei prossimi anni.

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Quanto al modo con cui si nasce, dal rapporto Euro-peristat, c'è la conferma del ricorso eccessivo al taglio cesareo: l'Italia è il primo paese in Europa con il 38% prima del Portogallo (33%), l'Olanda (15%) e la Slovenia (15%). Eccessivo risulta anche il ricorso all'incisione chirurgica per allargare il canale del parto (episotomia). ''Si ricorre a questa tecnica, segnale di una medicalizzazione del parto- dice Maria Cuttini, epidemiologa del Bambin Gesù - nel 52% dei casi, in Danimarca nel 10%, in Galles nel 14%, nel 16% in Uk, ma in Spagna nell'82% dei casi''. ''I dati contenuti nel rapporto - ha detto Giuseppe Profiti, presidente dell'ospedale vaticano - sono di grande valenza per poter programmare sul territorio risposte sanitarie efficaci, anche invertendo tendenza non appropriate''.
Medicina Generale
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