Un bambino può aspettare anche 10 mesi prima di vedersi diagnosticare una malattia infiammatoria cronica intestinale (Mici) come il morbo di Crohn. Tempo prezioso rubato alla cure e trascorso saltando da uno specialista all’altro, fra mille sofferenze. Perché il pediatra rileva i dolori alle articolazioni o la diminuzione dell’appetito e il dimagrimento costante del piccolo e questi sintomi lo portano fuori strada. Capita persino che le malattie infiammatorie croniche intestinali vengano scambiate per anoressia e per ritardi della crescita. E quando finalmente si riconosce la vera causa delle sofferenze sono passati mesi dalla comparsa dei sintomi e la malattia è progredita ed è più difficile da gestire.
E’ il calvario che tocca in sorte a molti under 18. Una fascia d’età in cui si registrano oltre 200 nuovi casi di Mici l’anno. Le malattie croniche intestinali sono infatti sempre più comuni e la loro incidenza è in aumento anche fra i giovani: in 7 anni si è registrato un +50%. 'Malattie del benessere' le chiamano e stanno colonizzando i Paesi industrializzati. Tanto che si registra il raddoppio della loro prevalenza in Europa, dove si è passati da 3 casi ogni 100 mila abitanti ai 6-12 stimati oggi. Ci si ammala già a 10-12 anni, ma circa il 20% delle forme pediatriche può esordire ancora prima.
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