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Cgil, sanità vicina al tracollo. Anaao: medici anziani e stanchi

Per il sindacato anche i Lea sono in pericolo. Troise: entro il 2021 andranno in pensione 19mila medici
Sanità pubblica

Emorragia del personale, blocco del turn-over, rischio di tracollo dei servizi ai cittadini. E' questo l'allarme per la sanità contenuto in un report della Funzione Pubblica Cgil - realizzato sulla base dei dati forniti dalla ragioneria dello Stato (clicca qui per scaricare il documento completo) come anticipato sabato scorso da Dottnet - che disegna un "impoverimento" non solo nelle risorse economiche ma anche in quelle umane. E che necessita di nuove urgenti risorse anche per "assicurare il funzionamento dei nuovi Lea", i Livelli essenziali di assistenza a cui è agganciato anche l'ultimo Piano vaccini.
 

    Nella sanità è in corso "una vera e propria emorragia di personale, quasi 50 mila lavoratori in meno dal 2009 a oggi", spiega il sindacato sottolineando che a causa del blocco del turn-over l'età media nel sistema sanitario sfonda quota 50,1 anni e le proiezioni del conto annuale la collocano a 54,3 nel 2020. Il report parla in particolare di 40.364 lavoratori persi dal 2009 al 2015. Nello specifico sono circa 8.000 medici, quasi 10.300 infermieri e 2.200 Operatori di assistenza (Oss, Ota e Ausiliari) e all'incirca 20.000 lavoratori tecnici, riabilitativi, della prevenzione e amministrativi. Nel solo 2015 - rileva la Fp Cgil - si sono persi oltre 10.000 lavoratori, dato che proiettato sul 2016 porta la stima a 50 mila lavoratori in meno dal 2009.

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Proprio in ragione di questi dati aumenta il ricorso a forme di lavoro precarie nella sanità. Dai dati rielaborati dal sindacato emerge che la quota di personale non stabile (contratti a tempo determinato e formazione lavoro, interinali e co.co.co) è cresciuta tra il 2014 e il 2015 di circa 3.500 unità per complessivi 43.763 lavoratori. In questo quadro si inserisce il bisogno dello sblocco del turn over, "anche nelle regioni soggette a piano di rientro". Per quanto riguarda i nuovi Lea, la cui approvazione, "auspicata da lungo tempo", è "un passo avanti per avere prestazioni in linea con i bisogni dei cittadini", il sindacato chiede che "il Comitato Lea si confronti in modo permanente con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, evitando così di parlare di cose astratte".

Fp Cgil sottolinea, in particolare, la necessità di "rivedere le attuali organizzazioni del lavoro in sofferenza in molti territori e fissare adeguati standard minimi di personale in maniera omogenea e uniforme su tutto il territorio nazionale, sui quali programmare coerentemente le assunzioni di personale". "Non è più possibile aspettare oltre'', precisa, per scongiurare "il rischio concreto di non potere garantire le nuove prestazioni e non solo nell'immediato. Proviamo, per esempio, a pensare al trattamento delle ludopatie introdotto dal nuovo DPCM: siamo sicuri - chiede Fp Cgil - che nei servizi ci sia un numero adeguato di personale formato?". Secondo Fp Cgil "non è più rinviabile una riorganizzazione complessiva che guardi all'uniformità nazionale delle prestazioni''. Infine, per il sindacato, "bisogna arrivare al più presto alla definizione dei corrispondenti livelli essenziali per l'assistenza sociale e sociosanitaria, per concretizzare quell'integrazione dei servizi di welfare alla persona prevista da quasi vent'anni e mai attuata, rendendo finalmente esigibile e uniforme quel diritto alla salute che è costituzionalmente garantito".


Sono i più anziani al mondo, fanno turni massacranti e in 19mila andranno in pensione nei prossimi 5 anni, lasciando una situazione ancora più critica. "La carenza dei medici mette a rischio la sicurezza delle cure ma anche il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), inutile aver ampliato così tanto l'offerta se poi non c'è chi materialmente deve erogarli". Così Costantino Troise, segretario nazionale del sindacato dei medici Anaao-Assomed, commenta il calo di circa 8000 medici dal 2009 al 2015 che emerge dall'analisi della Cgil Funzione Pubblica sulla base di dati forniti dal Conto annuale dello Stato e dalla Ragioneria generale (clicca qui per leggere il documento completo).


    "E' un trend in continuo calo, a cui ormai siamo stati costretti ad abituarci - prosegue Troise - ma chi ci amministra continua a non prevederne e prevenirne le conseguenze. La diminuzione del personale sanitario, e in particolare dei medici, significa meno professionisti, più liste d'attesa in ospedale, più attese al pronto soccorso". A questo si aggiunge il fatto che i "medici italiani hanno l'età media più alta al mondo, pari a 55 anni, e sono gli unici a lavorare di notte anche oltre i 65 anni". Cosa implica è presto detto. "Crescono le loro patologie, hanno più difficoltà a star dietro a turni di lavoro faticosi e meno prontezza dei riflessi". Proprio in quanto più anziani, inoltre, moltissimi si accingono a salutare la carriera. Secondo calcoli Anaao, ben 19mila andranno in pensione nei prossimi 5 anni, 19mila dal 2017 al 2021. La legge Fornero, chiarisce Troise, "aveva infatti rallentato il pensionamento dei medici, ma la Legge di Bilancio ha inserito norme previdenziali che invece ne faciliteranno l'uscita dal lavoro (come l'Anticipo Pensionistico, l'Opzione donna e il Cumulo previdenziale con casse private). E le conseguenze cominceranno a farsi sentire nel prossimo triennio".
 

    In tutto questo, nel parlare di personale sanitario non si può non fare i conti con la direttiva europea sul giusto orario di lavoro, già per anni disattesa. Secondo calcoli dell'Anaao, per essere a norma in modo omogeneo sul territorio italiano servirebbero almeno 5000 medici in più. Che tra l'altro dovevano essere già assunti lo scorso anno. "A fronte di questa grande esigenza di personale - critica il sindacalista - la somma stanziata dalla Legge Bilancio è spropositatamente bassa, appena 150 milioni per stabilizzazioni precarie e assunzioni di medici e infermieri". A queste condizioni, conclude, "i nuovi Lea rischiano di essere una rivoluzione di carta, in cui si aumentano servizi senza poterli garantire".

Sanità pubblica
Commenti
?
f
Rispondi
24/01/2017 21:59
AD
Agostino Demontis
si commenta da solo
Rispondi
23/01/2017 21:14

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