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Sette ginecologi su dieci sono obiettori: Campania e Sicilia in testa

Medicina Generale

In particolare, la crescita delle obiezioni è stata molto marcata nel Sud, con punte elevate in alcune regioni dove i dati sono raddoppiati, come la Campania, dove i ginecologi obiettori sono saliti dal 44,1% all'83%, e la Sicilia (dal 44,1% al 84,2%). A porre ostacoli alle donne, sono però anche gli anestesisti, in cui la percentuale degli obiettori è passata dal 45,7% al 50,4%, e il personale non medico (dal 38,6% al 42,6%). ''Un valore da rispettare e di cui prendere atto'', quello dell'obiezione di coscienza, garantendo al contempo ''i servizi e la piena attuazione della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza''. Così commenta il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco. Più critico Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale, secondo cui ormai la legge 194 e' ''a rischio'' e si configura ''sempre di più come un vero e proprio percorso ad ostacoli. Sarà sempre più difficile per le donne vedere soddisfatta la propria domanda, e aumenteranno gli ostacoli''. Il dato senz'altro positivo è che nel nostro Paese il numero degli aborti continua a scendere. In totale nel 2007 le Ivg sono state 127.038 contro i 131.018 casi del 2006 (-3%), e un decremento del 45,9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso (234.801 casi). Tuttavia il calo è da imputare soprattutto alle donne italiane (- 3,7% rispetto al 2005), soprattutto se istruite, occupate o coniugate, mentre tra le straniere il ricorso all'aborto continua a salire (+ 4,5% rispetto al 2005). Nel 2006 sono state il 31,6% delle Ivg totali, contro il 10,1% del 1998. In calo anche il numero degli aborti clandestini, che si stima siano stati nel 2005 circa 15mila (mentre nella relazione dell'anno passato si pensava fossero 20mila). Stabile il numero degli aborti terapeutici effettuati dopo il 90/mo giorno di gravidanza, nel 2006 pari al 2,9% del totale. Rimane invece sul terreno della sperimentazione l'aborto farmacologico con la pillola RU486. Dal 2005 al 2007 sono state 2353 in totale le donne che vi hanno fatto ricorso, e sei complessivamente le regioni che l'hanno adoperata (Piemonte, Trento, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Puglia). Positivo il commento del ministro Turco, che ha sottolineato ''il cambiamento sostanziale del fenomeno abortivo nel nostro paese'', e raccomandato alle Regioni ''interventi di prevenzione per le donne straniere, il potenziamento dei consultori, e di controllare e garantire l'attuazione della legge, anche attraverso la mobilità del personale, visto l'aumento dell'obiezione di coscienza''.
La maggior parte degli obiettori, come detto, lavora nell'Italia meridionale e insulare, e in particolare in Campania e Sicilia, in cima alla classifica delle obiezioni di coscienza. Le regioni invece che garantiscono un servizio più completo alle donne da questo punto di vista sono Toscana, Emilia, Val d'Aosta e Abruzzo. In totale i medici ginecologi che operano nei reparti autorizzati sono 5462; di questi 3780 sono obiettori mentre 1682 non lo sono e praticano l'Ivg.
 

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