
Sarà portata alla prossima riunione del 24 aprile. Intanto cala il numero dei medici occupati nella sanità pubblica
Il sindacato dei medici Cimo lancia una proposta per il rinnovo del contratto della dirigenza medica con l'obiettivo di superare lo stallo. Il documento, in cui viene proposto di discutere l'intero impianto della proposta in modo unitario e condiviso, è stato consegnato all'Aran ed alle altre organizzazioni sindacali in vista dell'incontro intersindacale previsto per il prossimo 24 aprile. "Dopo nove anni di mancato rinnovo contrattuale e quattro governi allineati al blocco del contratto di lavoro - afferma il sindacato - la discussione sul contratto della dirigenza medica e sanitaria ha bisogno di imboccare una nuova strada".
In particolare per superare tre ostacoli: il finanziamento di fatto inferiore al resto dei comparti, incluso la medicina convenzionata; il mancato trasferimento dell'esclusività di rapporto sul monte salari; l'imposizione di un primo testo normativo frutto di un copia-incolla dei contratti appena siglati con l'area del comparto, che porterebbe a un testo normativo non migliorativo dei diritti i medici e dirigenti sanitari.
Calano la spesa e l'occupazione per il personale
Continua a ridursi la spesa per il personale sanitario in Italia: l'incidenza della spesa per personale dipendente del Servizio sanitario nazionale (Ssn) sulla spesa sanitaria totale si è ridotta infatti di 1,1 punti percentuali tra il 2012 e il 2015, passando dal 32,2% al 31,1%. Il dato emerge dal Rapporto Osservasalute 2017, che rileva come il contenimento della spesa si è registrato, prevalentemente, nelle regioni sottoposte a Piano di Rientro (Campania, Calabria, Sicilia, Lazio e Puglia) e in 3 regioni/PA del Nord (PA di Bolzano, Lombardia e Liguria). Si riduce dunque il personale medico e infermieristico.
A livello nazionale, rileva il Rapporto, "il numero di medici e odontoiatri del SSN si è ridotto in modo costante tra il 2012 e il 2015, passando da 109.151 unità nel 2012 a 105.526 unità nel 2015 (-3,3%). Il medesimo trend si riscontra, seppur in maniera più accentuata, se si rapporta il numero di medici e odontoiatri del SSN alla popolazione; infatti, in questo caso la riduzione del numero di unità è del 5,4%". Anche per quanto riguarda il personale infermieristico, si riscontra a livello nazionale una riduzione costante, ma meno marcata (-2,1%), del numero di unità, che passano da 271.939 nel 2012 a 266.330 nel 2015.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
Avviato un network multidisciplinare per sviluppare il ruolo del farmacista clinico nel SSN. Il progetto si inserisce nel dibattito sulla ridefinizione delle competenze tra professioni sanitarie.
Il ministro della Salute difende lo stato del SSN e rivendica la strategia del governo: riorganizzazione dell’assistenza territoriale, valorizzazione dei professionisti e investimenti su prevenzione e digitalizzazione.
Il sindacato chiede il superamento del vincolo di esclusività e un quadro normativo stabile. Oggi la libera professione è possibile solo con autorizzazione delle aziende sanitarie e tramite proroghe temporanee.
Secondo il sindacato Nursing Up gli infermieri sono tra i professionisti più esposti alla violenza nei luoghi di cura. Servono sicurezza reale, organici adeguati e norme più efficaci.
Nella Giornata nazionale contro la violenza sul personale sanitario, il ministro Schillaci e il presidente FNOMCeO Anelli richiamano la necessità di proteggere medici e operatori.
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