
Come previsto, a farne le spese sono stati soprattutto bambini e anziani. Ma, contrariamente alle previsioni, l'influenza stagionale ha superato anche quest'anno gli 8 milioni di contagi, avvicinandosi ai numeri dell'anno passato. Ed è stata un'epidemia particolarmente aggressiva, con quasi 200 persone decedute e 800 ricoverate in terapia intensiva, un numero maggiore rispetto allo scorsa stagione. Quasi tutte le regioni sono uscite ormai dalla fase epidemica, ma i contagi influenzali continuano. Secondo le stime del bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), nella quindicesima settimana del 2019, ovvero la scorsa, ci sono stati circa 99.000 casi che hanno portato a toccare quota 8 milioni e 3.000 allettati da ottobre.
Anche quest'anno, quindi, ci avvicineremo agli 8,5 milioni di contagi della stagione 2017/2018, ritenuta molto pesante.
"Questi alti numeri - prosegue l'esperto - sono dovuti al fatto che i virus predominanti sono stati l'A-H1N1 (quello della pandemia del 2009) e l'A-H3N2, entrambi più aggressivi del tipo B, soprattutto nei confronti degli anziani". Circa l'80% dei casi gravi ha riguardato persone over 50 e quasi sempre avevano già una malattia preesistente, ma vi sono stati anche 8 casi in donne in gravidanza. "Si trattava per lo più di persone non vaccinate. Molti ricoveri, pertanto, - aggiunge Rezza - potevano essere evitati, poiché il vaccino, anche se non sempre impedisce il contagio, può ridurne la gravità". Intanto, mentre si tirano le somme della stagione, la composizione del nuovo vaccino 2019-2020 è già pronta e "prevede piccole modifiche dovute alle mutazioni dei virus di tipo A".



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