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Nuova influenza, oltre quattromila i casi nel mondo

Medicina Generale

La nuova influenza ha inoltre toccato per la prima volta Australia (con un caso confermato) e Giappone (tre casi). In Italia i casi notificati sono nove e, di questi, due sono avvenuti nel nostro Paese, tutti all'interno della stessa famiglia e per trasmissione secondaria. Si sono ammalati infatti il nonno e il fratellino del bambino di 11 anni ricoverato al ritorno dal Messico e nel frattempo guarito. Nè l'uomo, di 70 anni, nè il bambino di due anni sono stati ricoverati, ma sono seguiti a casa. Con i due casi di trasmissione secondaria avvenuti in Italia, sale a 29 in Europa il numero di coloro che hanno contratto la malattia da persone che erano venute a contatto con il virus in Messico. Secondo i dati dei Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc), il maggior numero di casi di trasmissione secondaria è avvenuto in Gran Bretagna, con 16. Di questi, cinque sono stati notificati nelle ultime 24 ore e sono tutti collegati ai casi avvenuti in una scuola. La trasmissione secondaria della nuova influenza è inoltre avvenuta in Spagna (nove casi), e Germania (due). Nel frattempo in Messico la situazione oggi è decisamente peggiorata. Dopo l'ottimismo dei giorni scorsi, nelle ultime 24 ore il numero dei morti per la nuova influenza è salito a 48, mentre le persone infettate sono arrivate a 1.626, in una recrudescenza dell'epidemia che sembrava ormai sotto controllo. ''Abbiamo verificato l'esistenza di numerosi nuovi casi in praticamente tutto il Paese'', ha detto un portavoce del governo. Gli esperti internazionali continuano, intanto, ad osservare il comportamento del virus e al momento sembra davvero impossibile riuscire a prevedere come si evolverà l'influenza. Secondo i Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc) ''il virus A/H1N1, così come ogni altro virus dell'influenza, è difficile da prevedere a causa della sua costante evoluzione''. Al momento, spiegano, la trasmissione all'interno dei diversi Paesi non è ancora sostenuta ed è per questo che l'Oms non ha elevato al livello massimo, il sesto, l'allerta pandemia. ''Di conseguenza - osservano gli Ecdc - non è corretto dire che i casi attuali di nuova influenza rappresentino un'ondata pandemica''. Tuttavia, aggiungono, ''sappiamo dalle esperienze delle precedenti pandemie, che il virus può evolvere''. Per questo, concludono, ''scienziati di tutto il mondo stanno osservando il virus attentamente in cerca di eventuali cambiamenti, in modo da poter reagire in modo rapido e appropriato''.

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