
Contro il deficit uditivo la chiave sta tutta nella prevenzione
L'ipoacusia, un deficit uditivo, è un problema sanitario a livello globale: oltre 460 milioni di persone, oltre il 5% della popolazione mondiale, sono affette da una forma invalidante e si prevede che il loro numero triplicherà salendo a 1,2 miliardi di persone entro il 2050. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità 72 milioni di persone potrebbero beneficiare di un dispositivo acustico (compresi un impianto cocleare o un apparecchio acustico). La patologia può presentarsi a qualsiasi età e non è quindi solo una prerogativa dell'età che avanza: nella sua diffusione, in Italia sono ad esempio le fasce più giovani a destare maggior preoccupazione.
Contro un deficit uditivo la chiave è nella prevenzione: meglio non aspettare se si sente male anche da un solo orecchio e se non si riesce a udire bene le parole che altri pronunciano. È la dottoressa Eliana Cristofari, Direttore dell'Audiovestibologia di Varese, a ricordarlo. "La sordità - spiega Cristofari- può insorgere a qualunque età per cui, in caso di riduzione soggettiva dell'udito anche monolaterale, difficoltà a comprendere le parole specie in ambienti rumorosi o di acufeni, e cioè i fastidiosi rumori nell'orecchio, è consigliabile sempre una visita specialistica. La valutazione prevede la quantificazione della perdita uditiva ma anche della disabilità che ne deriva. La diagnosi non prevede, quindi, il solo esame audiometrico ma una batteria di test. Lo specialista indicherà le possibili soluzioni per migliorare l'ascolto, i trattamenti medici o chirurgici a seconda della causa o il trattamento protesico con le protesi acustiche o l'impianto cocleare che può essere applicato con beneficio anche negli anziani. Anche nell'adulto la presa in carico medico-riabilitativa è fondamentale per un risultato ottimale".
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