
E’ noto infatti che il morbo di Parkinson è una patologia neurologica progressiva che comporta effetti negativi sul sistema muscolo-scheletrico in molteplici modi. Negli ultimi anni vi è stato un grosso miglioramento sia per quanto riguarda i medicinali utilizzati, sia per quanto riguarda le tecniche chirurgiche, infatti proprio per queste ragioni la vita di tali pazienti si è allungata e la qualità è molto migliorata. In ogni caso, con l’età il rischio di frattura , l’artrosi e l’osteopenia aumenta in misura maggiore nei pazienti affetti dal morbo rispetto a quelli non affetti da tale patologia. I sintomi del Parkinson predispongono i pazienti ad assumere un portamento anomalo, ad avere una perdita della massa ossea che comporta come conseguenza fratture e cadute. Anche se le misure preventive come l’ assunzione di farmaci, il cambiamento dello stile di vita, l’ assunzione di determinate vitamine possono essere d’ aiuto, l’intervento chirurgico è spesso più indicato. In ogni caso, sia il trattamento chirurgico che quello postoperatorio sono risultate essere delle tecniche comunque complicate e controverse.



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