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Oncologi, la norma sul conflitto interessi danneggia la ricerca

Lettera di medici e pazienti al premier, 'La normativa va cambiata'
Oncologia

"Va rivista la normativa sul conflitto d'interesse perchè rischiamo il blocco della ricerca e il progresso delle cure anticancro". Lo affermano oncologi e pazienti in una lettera inviata ai Presidenti del Consiglio, Camera, Senato e al Ministro della Salute. L'ultimo decreto,avvertono, "potrebbe impedire o rendere più difficili le sperimentazioni sui farmaci innovativi soprattutto in questo difficile momento storico. Chiediamo un intervento legislativo".  La richiesta alle Istituzioni è dunque di un intervento che modifichi l'attuale normativa sul conflitto di interessi in tema di sperimentazioni cliniche. "Bisogna garantire al tempo stesso l'indipendenza, la trasparenza, i diritti ma anche la possibilità, per i ricercatori italiani, di realizzare le migliori cure possibili per i malati di cancro", scrivono la Federation of Italian Cooperative Oncology Groups (FICOG), l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO).

L'oncologia italiana "ha finora dato un contributo importante all'ideazione, programmazione e realizzazione degli studi clinici e traslazionali, sia accademici che promossi dall'industria del farmaco, a livello nazionale e internazionale" sottolineano Carmine Pinto (nella foto, presidente FICOG), Giordano Beretta (Presidente AIOM) e Francesco De Lorenzo (Presidente FAVO). "I farmaci innovativi sono così stati resi disponibili e introdotti nella pratica clinica per i pazienti oncologici del nostro Paese - aggiungono -. Tuttavia il decreto legislativo del maggio 2019 prevede che tra il medico sperimentatore e il promotore non vi siano, a qualsiasi titolo, rapporti di dipendenza, consulenza o collaborazione". Questo, sottolineano, "potrebbe impedire o rendere più difficile la ricerca indipendente soprattutto in questo delicato momento storico caratterizzato da una tragica pandemia". 

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L'emergenza Covid 19, affermano le tre società scientifiche, "ha rallentato molti studi scientifici anche in ambito oncologico ma ancora di più ha inconfutabilmente evidenziato come la ricerca possa e debba procedere rapidamente.  L'attuale norma, in merito al conflitto di interessi, porterà la comunità scientifica italiana ad essere progressivamente esclusa dalla progettazione e dal coordinamento di studi. Ciò avrà ripercussioni per le scelte strategiche sullo sviluppo delle terapie e per la disponibilità per i pazienti italiani di nuovi farmaci sperimentali. Rischiamo inoltre un importante impatto economico negativo per l'intero sistema sanitario nazionale".   "L'irrinunciabile principio dell'indipendenza degli studi e dei diritti dei malati può essere garantito da una chiara e trasparente dichiarazione dei conflitti di interesse dei ricercatori - concludono Pinto, Beretta e De Lorenzo -. Per superare il vincolo e gli impedimenti previsti dell'attuale decreto è poi necessaria una più precisa e inequivocabile definizione dei meccanismi di controllo e di sorveglianza".

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