
Protalix BioTherapeutics, Inc. (NYSE American:PLX) (TASI:PLX), un’azienda biofarmaceutica che si concentra su sviluppo, produzione e commercializzazione di proteine terapeutiche ricombinanti prodotte mediante ProCellEx®, un sistema di espressione proteica basato su cellule vegetali di sua proprietà, e Chiesi Global Rare Diseases, business unit di Chiesi Farmaceutici S.p.A., gruppo internazionale orientato alla ricerca in campo farmaceutico(Gruppo Chiesi), hanno annunciato oggi i risultati topline dello studio clinico pivotale di Fase III, BALANCE, per la valutazione di pegunigalsidasi alfa (PRX‐102), 1 mg/kg, somministrato ogni due settimane, rispetto ad agalsidasi beta (Fabrazyme®) per il trattamento della malattia di Fabry. PRX-102 è una nuova terapia enzimatica sostitutiva (ERT) PEGilata in fase di sviluppo per il trattamento della malattia di Fabry.
"Siamo lieti di annunciare i risultati topline positivi dello studio clinico di Fase III, BALANCE, e desideriamo ringraziare i pazienti con malattia di Fabry e le rispettive famiglie, nonché gli sperimentatori dello studio e i loro team. Il nostro solido programma di sviluppo clinico, dalla sperimentazione clinica di Fase I/II alle tre sperimentazioni cliniche di Fase III e ai relativi studi di estensione, ha richiesto tempo e impegno sostanziali da parte dei partecipanti allo studio, che hanno mostrato un forte impegno consentendo al nostro programma di sviluppo clinico di progredire", ha affermato il Dott. Dror Bashan, presidente e amministratore delegato di Protalix. "In base ai risultati del nostro programma clinico, riteniamo che PRX‐102, somministrato come terapia enzimatica sostitutiva PEGilata con potenzialmente due diversi regimi di dosaggio, possa rappresentare una nuova preziosa opzione terapeutica per i soggetti affetti da malattia di Fabry."
Lo studio clinico pivotale di Fase III, BALANCE, è stato completato e i risultati topline dell’analisi finale sono ora disponibili. Si tratta di uno studio randomizzato, controllato con farmaco attivo, in doppio cieco, della durata di 24 mesi, condotto su PRX‐102 in pazienti adulti con malattia di Fabry con funzionalità renale deteriorata, disegnato per valutare la sicurezza e l’efficacia di 1 mg/kg di PRX‐102 somministrato ogni due settimane, rispetto ad agalsidasi beta. Nello studio sono stati arruolati 78 pazienti precedentemente trattati con agalsidasi beta per almeno un anno, con una slope della velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) allo screening peggiore di ‐2 ml/min/1,73 m2/anno. I pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 per lo switch a PRX‐102 o per il proseguimento con agalsidasi beta. In totale sono stati trattati 77 pazienti; 52 con PRX‐102 e 25 con agalsidasi beta.
"Si tratta di un traguardo importante in un percorso lungo e produttivo, sia per la comunità Fabry che per Protalix. Ringraziamo tutti i nostri collaboratori per il loro contributo e supporto durante questo viaggio", ha affermato Einat Brill Almon, Ph.D., Vicepresidente senior e Direttore dello sviluppo di Protalix. "Lo studio ha raggiunto i nostri criteri predefiniti di non inferiorità dell’endpoint primario della funzione renale, in un confronto head-to-head con farmaco attivo sia sulle serie di analisi intent-to-treat (ITT) che per protocol (PP). Questi risultati topline mostrano che PRX‐102 si è dimostrato paragonabile ad agalsidasi beta nel controllo del declino dell’eGFR, una misura fondamentale della progressione della malattia di Fabry; inoltre, continuano a dimostrare un profilo di tollerabilità favorevole per PRX‐102. In combinazione con i precedenti risultati di Fase III dei nostri studi BRIGHT e BRIDGE, nonché con i risultati del nostro studio di Fase I/II e la sua estensione a lungo termine, riteniamo di disporre di un set di dati convincenti e coerenti, raccolti sia da pazienti naïve al trattamento che da pazienti già sottoposti a ERT. Alla luce di questi risultati, prevediamo, insieme a Chiesi, nostro partner per la commercializzazione, di collaborare con le agenzie regolatorie per le sottomissioni applicabili, sperando che PRX‐102 venga approvato come nuova terapia enzimatica sostitutiva PEGilata per tutti i pazienti adulti affetti da malattia di Fabry."
Come annunciato per la prima volta nel mese di ottobre del 2021, nell’ambito di una riunione di fine revisione di tipo A, la Food and Drug Administration (FDA), in linea di principio, ha concordato che l’analisi di non inferiorità rispetto ad agalsidasi beta proposta nello studio BALANCE inclusa nel pacchetto di dati per la ripresentazione della domanda di licenza biologica (Biobiologics License Application, BLA) per PRX‐102, abbia il potenziale di supportare l’approvazione di PRX‐102 per il trattamento della malattia di Fabry. Considerato il cambiamento del panorama regolatorio negli Stati Uniti per la piena approvazione di agalsidasi beta nel marzo del 2021, l’analisi primaria dello studio BALANCE è stata modificata da superiorità a non inferiorità, in quanto la dimostrazione della superiorità non è più richiesta dalle linee guida della FDA. L’endpoint primario dello studio BALANCE ha confrontato le variazioni annualizzate dell’eGFR (slope) tra i due bracci di trattamento nella serie di analisi ITT (77 pazienti). Lo studio ha soddisfatto l’endpoint primario pre-specificato, inoltre ha dimostrato che PRX-102 era statisticamente non inferiore ad agalsidasi beta durante il periodo di studio della durata di 24 mesi.
La mediana (intervallo di confidenza al 95%) della eGFR slope nel braccio PRX-102 era di ‐2,514 ml/min/1,73 m2/anno (‐3,788, ‐1,240) mentre era di ‐2,155 ml/min/1,73 m2/anno (‐3,805, ‐0,505) nel braccio agalsidasi beta, dimostrando un’ampia sovrapposizione negli intervalli di confidenza dei due bracci. La differenza nelle mediane (intervallo di confidenza al 95%) è ‐0,359 mL/min/1,73 m2/anno (‐2,444; 1,726). È stato raggiunto il margine di non inferiorità prespecificato. I risultati topline nella serie di analisi PP (72 pazienti) sono coerenti con i risultati ITT.
La popolazione dello studio (serie di analisi ITT) era costituita da 47 uomini (61,0%) e 30 donne (39,0%), con un’età media (intervallo) di 44,3 (18-60) anni. La durata media del trattamento precedente con agalsidasi beta era di circa sei anni. Al basale, l’eGFR media (DS) era di 73,33 ml/min/1,73 m2 (19,82) e l’eGFR mediana era di 74,51 ml/min/1,73 m2; la slope media (DS) dell’eGFR era di ‐8,21 ml/min/1,73 m2/anno (5,88) e la slope mediana dell’eGFR era di ‐7,32 ml/min/1,73 m2/anno.
47 (90,4%) pazienti del braccio PRX‐102 hanno manifestato almeno un evento avverso rispetto a 24 (96,0%) del braccio agalsidasi beta. Il numero di eventi aggiustati a 100 anni di esposizione è di 572,36 eventi per il braccio PRX‐102, e 816,85 eventi per il braccio agalsidasi beta.
Sono stati segnalati eventi avversi correlati al trattamento per 21 (40,4%) pazienti nel braccio PRX‐102 rispetto a 11 (44,0%) nel braccio agalsidasi beta.




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