
Telemedicina, intelligenza artificiale, machine learning, big data e realtà virtuale. Ma anche prospettive future della filiera produttiva farmaceutica, ricerca farmaceutica in campo oncologico e nella lotta contro L’Alzheimer. E soprattutto le prospettive per una filiera così strategica come quella della sanità e della salute per l’economia italiana. Se ne è discusso stamattina durante l’edizione annuale di "Pharma & Life Sciences Summit", l’evento del Sole 24 Ore che mette a fuoco il futuro prossimo del mondo Pharma e Biotech e, più in generale, delle Life Sciences, in diretta streaming e presenza a Milano presso la sede del quotidiano milanese.
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto sul tema "Le prospettive future di una filiera strategica per l’economia e la salute" ha avviato i lavori del Summit annunciando entro l'anno un Piano nazionale della filiera farmaceutica. "Il Governo sta sviluppando un'analisi importante che permetterà di sviluppare il Piano nazionale della filiera farmaceutica entro l'anno". Il ministro ha ricordato che "proseguono i lavori del tavolo dell'industria farmaceutica insediato il 29 marzo". L’obiettivo primario rimane quello di rendere l’Italia "più attrattiva e competitiva, con misure strutturali e finanziamenti in grado di realizzare in tempi brevi i progetti e accelerando i processi autorizzativi".
Sul tema delle nuove frontiere della ricerca, tra farmaci biotech e nuove opportunità di crescita economica del settore, si è speso anche il Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute Marcello Gemmato, che ha ricordato come: "Abbiamo licenziato quattro decreti sulla ricerca, abbiamo posto mano alla riforma dell'Aifa che dovrebbe vedere la luce tra qualche settimana, e stiamo valutando una nuova governance del settore farmaceutico che dovrà migliorare le performance della filiera e coinvolgerne tutti gli attori, distributori e farmacie comprese".
Anche Marcello Cattani (nella foto), Presidente Farmindustria, ha auspicato tempi veloci per il settore farmaceutico: "Le forti pressioni geopolitiche chiedono regole moderne e veloci ma anche risorse per tutelare un settore, quello della produzione del farmaco, che ha raggiunto i 49,7 miliardi in valore nel 2022, il 90% dedicato all'export."
Per Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access di Eli Lilly, la competitività dell’Italia e la capacità di attrarre capitali esteri "passerà non solo dall’efficienza dei processi, dalla stabilità politica ed economica e dalle competenze delle risorse umane, ma anche e soprattutto dalla capacità del sistema di valorizzare l’innovazione prodotta proprio qui, in Italia. Che senso avrebbe per un investitore – ha proseguito Villa - scegliere un Paese se poi quel Paese non riconosce il valore del prodotto frutto della ricerca svolta sul suo territorio? Il coraggio e la lungimiranza dell’Italia si misureranno dalla capacità di generare una perfetta sintonia tra politiche industriali e politiche del farmaco, premiando l’innovazione a monte del processo di cura. Solo così, questa sinergia tra pubblico e privato potrà creare un vero effetto moltiplicatore sull’economia, l’occupazione ed il benessere sociosanitario della nostra nazione."
Legarsi in maniera precisa ed estremamente selettiva alle cellule tumorali, per poterle colpire con radiazioni terapeutiche e causarne la morte, senza danneggiare le cellule sane. È la strategia della terapia con radioligandi: precisa perché colpisce in modo mirato le cellule malate, personalizzata perché ogni paziente riceve un farmaco preparato appositamente. Ne ha parlato nella seconda tavola rotonda, dedicata alle nuove frontiere dell’oncologia in campo farmaceutico, Fabrizio Celia, Radio Pharmaceutical Country Operations Head Advanced Accelerator Applications, a Novartis Company, che così ha spiegato al pubblico l’importanza di quest’innovazione terapeutica senza precedenti: "I radioligandi rappresentano un vero e proprio cambio di paradigma nella cura dei tumori, un’innovazione terapeutica in grado di rispondere a un bisogno clinico insoddisfatto per un’ampia platea di pazienti. Tuttavia, l’innovazione per essere considerata tale deve essere resa accessibile ai pazienti in modo equo e omogeneo. Per questo Novartis si impegna in un dialogo costante, improntato alla collaborazione, con le istituzioni e i key stakeholder, al fine di contribuire a creare le condizioni perché questo avvenga: l'obiettivo è avere su tutto il territorio italiano un numero sufficiente di Centri che possa garantire, attraverso un adeguamento organizzativo e infrastrutturale, accesso a questo innovativo approccio terapeutico."
La mattina di lavori si è chiusa con il punto sul tema che più ha fatto discutere in questi ultimi mesi anche il mondo della ricerca medica e farmaceutica, ovvero l’apporto dell’Intelligenza Artificiale e delle terapie digitali alla sanità italiana. A questo proposito Andrea Beccari, Senior Director Exscalate presso Dompé farmaceutici, ha segnalato come "Oggi il calcolo ad alte prestazioni e l'intelligenza artificiale sono già una risorsa chiave per lo sviluppo di nuovi farmaci e la risposta rapida alle emergenze sanitare come le pandemie. È per questo che gli investimenti in grandi infrastrutture come il supercomputer Leonardo del Cineca di Bologna, il quarto più potente del mondo di cui Dompé con Exscalate è il primo utente industriale, sono investimenti importantissimi non solo per la competitività delle aziende e del Paese ma soprattutto per dare più qualità di cura ai pazienti".




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