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Giornata del medico di famiglia. Fimmg: grazie ai cittadini per la fiducia, ma se la politica non interviene scompariremo

Medicina Generale Redazione DottNet | 19/05/2024 17:22

Scotti: Il problema è che questa figura potrebbe nel breve tempo non esistere più per milioni di persone e infine scomparire se non si risolverà l’emergenza della carenza che si sta progressivamente estendendo in tutto il Paese

"Grazie per la fiducia!" In occasione della Giornata Mondiale del Medico di Famiglia, che si è festeggiata il 19 maggio, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale ringrazia tutti i cittadini per la fiducia confermata dal recente sondaggio Ipsos: il 70% degli italiani ha riferito un gradimento elevato per il proprio medico di famiglia (rispetto al 45% di gradimento rivolto al servizio sanitario nazionale) e il 77% ritiene il medico di famiglia il principale punto di riferimento per la sua salute. "Grazie ancora per la fiducia – commenta il Segretario Nazionale della FIMMG Silvestro Scotti -, è motivo di conforto per ciascuno di noi la conferma che i nostri pazienti riconoscono in noi il riferimento che da sempre rappresentiamo e vogliamo rappresentare.

Il problema è che questa figura così centrale potrebbe nel breve tempo non esistere più per milioni di persone e infine scomparire se non si risolverà l’emergenza della carenza di medici di famiglia, che si sta progressivamente estendendo in tutto il Paese. Sono già previsti per i prossimi anni migliaia di medici di medicina generale in meno, a causa della errata programmazione degli anni passati, ma il fenomeno si aggraverà perché molti medici si dimettono per burn out dopo pochi anni dall’avvio della propria attività professionale e sempre meno laureati si avvicinano al mondo della medicina generale.

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Per rendere attrattiva la professione, incrementare gli ingressi e scongiurare le dimissioni – prosegue Scotti – occorre che la politica cavalchi il consenso che ha dalla popolazione la medicina di famiglia, e affronti subito tutti i temi che da anni FIMMG rilancia come priorità su cui intervenire: favorire l’autonomia organizzativa della medicina generale attraverso il lavoro in team e il supporto del personale di studio, a partire da quello amministrativo e infermieristico; rendere la medicina generale disciplina del corso di laurea e corso di specializzazione; semplificare o dove possibile abolire tutti quei processi amministrativi che hanno affollato la nostra attività di burocrazia a discapito della cura delle persone; sbloccare i fondi già previsti e attivare le norme da ACN perché i medici di famiglia, aumentando la loro intensità assistenziale e la loro professionalizzazione attraverso la strumentazione diagnostica di primo livello, siano utili a semplificare gli iter diagnostico-terapeutici, migliorare i modelli di presa in carico e ridurre drasticamente le liste di attesa per le rispettive prestazioni. Senza urgenti interventi in questo senso – conclude Scotti – tra qualche anno la giornata mondiale del medico di famiglia si festeggerà per ricordare quello che avevamo e non abbiamo più".

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