
Le borse sono concesse per corsi universitari di laurea, scuole secondarie di primo e secondo grado e scuole primarie e sono totalmente cumulabili con le altre prestazioni assistenziali
Ritorna il sostegno dell’Enpam agli studenti orfani di medici e odontoiatri, con il finanziamento di 335 borse di studio per accompagnarli dalla scuola primaria all’università. Le borse di studio sono accessibili attraverso il bando 2024. Lo stanziamento per finanziare i sostegni economici per l’anno scolastico 2024/2025, a cui si accede secondo criteri di reddito e di merito, è di circa un milione di euro. Le borse sono concesse per corsi universitari di laurea, scuole secondarie di primo e secondo grado e scuole primarie e sono totalmente cumulabili con le altre prestazioni assistenziali previste per gli orfani e per i componenti del nucleo familiare.
Tra i requisiti reddituali: il nucleo familiare dell’orfano deve disporre di un reddito complessivo annuo, di qualsiasi natura, non superiore a 6 volte il trattamento annuo minimo Inps per l’anno 2023 pari a 7.
Inoltre, sono esclusi gli orfani che hanno già compiuto il ventiseiesimo anno di età alla data di chiusura del bando.
Altri requisiti:
Gli importi della borsa vanno dai 600 euro per gli studenti che nell’anno scolastico 2023/24 hanno frequentato con profitto un corso di scuola primaria ai 3.100 euro per studenti che nell’anno accademico 2023/24 hanno frequentato un corso universitario di laurea: il sussidio è maggiorato del 50 per cento (4.650 euro in totale) per coloro che si sono laureati con 110 e lode.
Se le richieste di borse superano il numero di sussidi messi a concorso, le borse vengono assegnate in base a una graduatoria che tiene conto del reddito. Se ci si iscrive ad un altro corso di laurea dopo aver già conseguito una laurea triennale o magistrale non si può più richiedere la borsa di studio.
La domanda si presenta dall’Area Riservata agli iscritti (sezione Bandi) entro le ore 12 del 21 ottobre. Dopo la scadenza dei termini, occorrerà attendere il bando dell’anno successivo. È il caso di ricordare che, nel caso di studenti universitari figli di iscritti alla Quota B del Fondo della libera professione, sono previste borse anche se il medico o l’odontoiatra è tuttora in vita. Occorrono però tre anni di contribuzione del genitore alla gestione "Quota B", di cui almeno uno maturato nel triennio precedente alla domanda.
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