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Multa Ue da 462 milioni a Teva: Abuso su un farmaco per la sclerosi multipla

Aziende farmaceutiche Redazione DottNet | 31/10/2024 15:41

L'abuso della posizione dominante di Teva rilevato dall'antitrust Ue si è verificato nei mercati del glatiramer acetato (il principio attivo contenuto nel Copaxone) in Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna

 La Commissione europea ha inflitto una multa da 462 milioni di euro alla casa farmaceutica Teva per aver abusato del sistema di brevetti per prolungare l'esclusività del suo farmaco Copaxone, usato per il trattamento della sclerosi multipla, ritardando l'ingresso sul mercato di un medicinale concorrente.     L'abuso della posizione dominante di Teva rilevato dall'antitrust Ue si è verificato nei mercati del glatiramer acetato (il principio attivo contenuto nel Copaxone) in Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna.   La Commissione ha rilevato che Teva "ha utilizzato in modo improprio le procedure di brevetto": quando il suo brevetto - valido dal 2015 - che proteggeva il glatiramer acetato stava per scadere, spiega Bruxelles, la multinazionale farmaceutica con sede in Israele ha esteso artificialmente la protezione del Copaxone utilizzando in modo improprio le regole e le procedure dell'Ufficio europeo dei brevetti (Epo) sui brevetti divisionali.

Teva, spiega ancora l'Ue, ha inoltre "implementato una campagna sistematica denigratoria contro un medicinale concorrente a base di glatiramer acetato per il trattamento della sclerosi multipla, diffondendo informazioni fuorvianti sulla sua sicurezza, efficacia ed equivalenza terapeutica con Copaxone", nonostante le autorità sanitarie competenti avessero approvato il farmaco.

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E' la prima volta che la Commissione impone una sanzione in relazione a questi due tipi di pratiche.    Oltre ad aver ostacolato le rivali, Bruxelles ritiene che la condotta di Teva, durata tra 4 e 9 anni a seconda del mercato d'azione, potrebbe aver impedito la diminuzione dei prezzi di listino, con un impatto negativo sui bilanci della sanità pubblica. "Ciò - viene sottolineato - è confermato dal fatto che, una volta che il prodotto concorrente è entrato nel mercato, i prezzi di listino sono diminuiti fino all'80%, determinando notevoli risparmi per i sistemi sanitari". La sanzione da 462,6 milioni di euro è stata stabilita tenendo conto della gravità e della durata delle violazioni nonché del valore delle vendite di Teva relative a queste ultime. La Commissione ha concluso che l'importo totale della multa "è proporzionato e necessario per ottenere un effetto deterrente".

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