|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Salute mentale,10 miliardi di benefici con più 1,6% di spesa sanitaria

Dal 3,4% si arriverebbe al 5 (media Ue), Lancet raccomanda il 10
Psichiatria

Se in Italia si investisse l'1,6% di spesa sanitaria in più sulla salute mentale, arrivando alla soglia del 5% rispetto al 3,4% attuale, il Paese registrerebbe benefici diretti e indiretti per 10,4 miliardi di euro. Il dato, che ci colloca al penultimo posto tra le nazioni Ue ad alto reddito, emerge dal rapporto "La salute mentale come motore della crescita socio-economica dell'Italia" realizzato da Angelini Pharma in partnership con The European House - Ambrosetti e presentato oggi presso il ministero della Salute a Roma, nel corso dell'evento "Headway - A New Roadmap in Brain Health: Focus Mental Health" alla presenza, tra gli altri, del ministro della Salute Orazio Schillaci e della viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci.

Già nel 2018, la Lancet Commission raccomandava che i Paesi ad alto reddito destinassero almeno il 10% e i Paesi a reddito medio-basso il 5% del loro budget sanitario alla salute mentale. Tuttavia, si legge nel rapporto, "la distribuzione delle risorse varia significativamente tra gli stati dell'Ue, con Francia (15,0%), Germania (11,3%) e Regno Unito (10,3%) come principali investitori, superando la media dell'Ue27+Uk del 5,7%", mentre "tra i Paesi con il divario più ampio tra investimenti raccomandati dal Lancet e quelli effettivi vi è l'Italia, che investe solo il 3,4%"

pubblicità

 I disturbi mentali costano all'Italia 20 miliardi di euro l'anno, circa il 3,3% del Pil, e perdite complessive per oltre 63 miliardi di euro, legate alla perdita di produttività, all'assenteismo e alla disoccupazione di lunga durata. "Aumentare le risorse dedicate all'assistenza per la salute mentale può portare a sostanziali guadagni economici, tra cui una riduzione dei ricoveri ospedalieri, un miglior trattamento dei disturbi mentali e notevoli impatti sul mercato del lavoro", si legge nel report, secondo cui "un investimento aggiuntivo annuale di €9,1 miliardi in Italia genererebbe risparmi diretti per i sistemi sanitari e sociali pari a €29,6 miliardi e risparmi indiretti di €13,7 miliardi per l'economia italiana", per un totale di 43,3 miliardi.

Psichiatria
Commenti

I Correlati

Giovani in guerra: traumi invisibili e nuove strade per la salute mentale
Ansia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Sedazione nei pazienti agitati, SIAARTI chiede protocolli nazionali condivisi
Anestesia e Rianimazione
Sedazione nei pazienti agitati, SIAARTI chiede protocolli nazionali condivisi
Dopo la morte di Abderrahim Fakir a Bologna, gli anestesisti chiedono regole uniformi su sedazione urgente, formazione e collaborazione tra sanitari e forze dell'ordine.
Alzheimer, Lilly propone ad AIFA nuovi modelli per favorire l’accesso a donanemab e sostenere la sostenibilità del SSN
Aziende farmaceutiche
Alzheimer, Lilly propone ad AIFA nuovi modelli per favorire l’accesso a donanemab e sostenere la sostenibilità del SSN
Nel percorso di valutazione della rimborsabilità di donanemab, Eli Lilly Italia propone ad AIFA accordi per bilanciare innovazione terapeutica e sostenibilità economica. L’Azienda avvia inoltre iniziative con i centri specialistici per garantire l’ac
Dipendenze invisibili, l'allarme del Policlinico Gemelli: «Social, IA e cocaina minacciano sempre più adolescenti»
Psichiatria
Dipendenze invisibili, l'allarme del Policlinico Gemelli: «Social, IA e cocaina minacciano sempre più adolescenti»
Dal consumo di sostanze ai comportamenti digitali compulsivi, cresce il numero dei giovani a rischio. Il professor Gabriele Sani: «I genitori spesso non riconoscono i segnali del disagio, servono prevenzione e percorsi di cura integrati»
Psichiatria, SIEP e Coscioni: "Chiarire quando deve intervenire la polizia"
Psichiatria
Psichiatria, SIEP e Coscioni: "Chiarire quando deve intervenire la polizia"
Lettera al Viminale per rivedere la circolare del 2019. "Il Tso non può diventare lo strumento per gestire un'aggressione in corso".

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.