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Psiconcologia e vela: a Caprera il mare diventa terapia per le donne con tumore

Oncologia

Ridurre lo stress e rafforzare le risorse personali può incidere concretamente sul percorso di cura oncologico. Da questa consapevolezza nasce la nuova edizione di “Pazienti a bordo”, iniziativa promossa dall’associazione We Will Care in collaborazione con la Fondazione Centro Velico Caprera, che trasforma il mare in uno spazio terapeutico dedicato alle donne con pregressa diagnosi di tumore.

Il programma si svolgerà sull’isola di Caprera in quattro settimane distribuite tra giugno e settembre 2026 e coinvolgerà 75 partecipanti. L’esperienza prevede un percorso integrato di sette giorni che combina lezioni teoriche e pratiche di vela, sessioni di psicoterapia di gruppo e immersione nella natura, con l’obiettivo di migliorare il benessere psicofisico e favorire una maggiore consapevolezza di sé.

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Secondo Gabriella Pravettoni, docente presso la Università degli Studi di Milano e direttrice della divisione di Psiconcologia dell’Istituto Europeo di Oncologia, la dimensione psicologica rappresenta un elemento chiave nei percorsi terapeutici. Attività esperienziali come la navigazione favoriscono infatti la partecipazione attiva, la capacità decisionale e la cooperazione, contribuendo a contrastare la passività spesso associata alla malattia.

La proposta mantiene una forte impostazione scientifica. I risultati dell’edizione 2025, co-finanziata dalla Fondazione Prosolidar, hanno evidenziato una significativa riduzione dei livelli di ansia e depressione, oltre a un miglioramento dell’autoefficacia e delle relazioni sociali. Un dato particolarmente rilevante riguarda la diminuzione dell’infiammazione sistemica di basso grado a tre mesi dalla conclusione del programma.

Come sottolinea Ketti Mazzocco, associata presso il Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia milanese e responsabile di unità allo IEO, l’obiettivo è comprendere sempre meglio come interventi integrati — che includono psicoterapia, attività fisica e contatto con l’ambiente naturale — possano influire anche sui biomarcatori biologici.

Il progetto si rivolge a donne maggiorenni che abbiano concluso eventuali trattamenti chemioterapici e sappiano nuotare, indipendentemente dall’esperienza velica. Lontane dalla quotidianità, le partecipanti vivranno in condizioni essenziali per favorire un’esperienza immersiva e autentica.

“Pazienti a bordo” si configura così come un modello innovativo di psiconcologia applicata, in cui il supporto emotivo diventa parte integrante della strategia di cura, contribuendo a ridefinire il concetto stesso di qualità di vita nelle persone che affrontano o hanno affrontato una malattia oncologica.

Oncologia
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