|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Sanità, la spesa pubblica scende al 6,2 percento del Pil: Italia ultima nel G7

L'analisi GIMBE sui dati OCSE fotografa un nuovo arretramento: nel 2025 la spesa sanitaria pubblica scende al 6,2% del Pil. Il divario con i Paesi europei supera i 36 miliardi
Sanità pubblica

La spesa sanitaria pubblica italiana perde ancora terreno nel confronto internazionale. Nel 2025 è scesa al 6,2% del Pil, contro il 6,3% dell'anno precedente, collocando l'Italia nelle retrovie europee e confermandola all'ultimo posto tra i Paesi del G7. È quanto emerge dall'analisi della Fondazione GIMBE sui dati OECD Health Statistics, diffusa alla vigilia dell'avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027.

Il dato assume un significato particolare perché arriva mentre Governo e Parlamento si preparano a discutere le risorse da destinare al Servizio sanitario nazionale. Secondo GIMBE, infatti, il problema non riguarda soltanto l'ammontare assoluto dei finanziamenti, ma la distanza che negli anni si è progressivamente creata rispetto agli altri sistemi sanitari europei.

pubblicità

La spesa sanitaria pubblica scende al 6,2% del Pil

Nel 2025 l'Italia ha destinato alla sanità pubblica una quota pari al 6,2% del prodotto interno lordo, contro una media OCSE del 7,1%. Secondo l'analisi della Fondazione, il nostro Paese si colloca dietro 14 Stati europei appartenenti all'area OCSE.

Il divario diventa particolarmente evidente nel confronto con alcune delle principali economie europee. La Germania destina alla sanità pubblica una quota del Pil vicina all'11%, mentre la distanza rispetto a Francia, Svezia e Regno Unito è nell'ordine dei tre punti percentuali.

"Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio sanitario nazionale e compromesso l'esigibilità di un diritto fondamentale", afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.

Cresce la spesa pro capite, ma aumenta la distanza dall'Europa

Il confronto risulta sfavorevole anche considerando la spesa sanitaria pubblica pro capite a parità di potere d'acquisto. Nel 2025 l'Italia raggiunge 3.952 dollari per abitante, 909 dollari in meno rispetto alla media OCSE e 1.013 dollari in meno rispetto alla media dei Paesi europei considerati.

Rispetto al 2024 la cifra italiana è aumentata: l'anno precedente si attestava a 3.835 dollari. Ma la crescita non è stata sufficiente a recuperare terreno rispetto agli altri sistemi sanitari. Applicando la differenza pro capite alla popolazione italiana, GIMBE stima un divario complessivo superiore a 36 miliardi di euro rispetto alla media europea.

"Nel confronto europeo l'Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell'Europa dell'Est e meridionale", osserva Cartabellotta.

Un divario che si allarga dal 2011

L'analisi della Fondazione non fotografa soltanto l'ultimo anno. La ricostruzione della serie storica mostra infatti che la distanza tra l'Italia e gli altri Paesi europei ha iniziato ad ampliarsi dal 2011, senza essere successivamente recuperata.

È questo elemento a trasformare il confronto sulla spesa da questione congiunturale a problema strutturale. Il divario non nasce da una singola legge di bilancio, ma da una dinamica prolungata che, secondo GIMBE, ha attraversato governi di diverso orientamento politico.

Il risultato è un SSN che deve affrontare contemporaneamente l'invecchiamento della popolazione, l'aumento della domanda assistenziale, la carenza di professionisti e le difficoltà di accesso alle prestazioni disponendo di una quota di risorse pubbliche inferiore a quella impiegata dalla maggior parte dei sistemi sanitari europei comparabili.

La partita della Legge di Bilancio 2027

La pubblicazione dell'analisi precede l'avvio del confronto sulla prossima manovra. Il tema non sarà quindi soltanto quanto aumenterà in valore assoluto il finanziamento della sanità, ma quale quota della ricchezza prodotta dal Paese verrà effettivamente destinata al Servizio sanitario nazionale. GIMBE chiede di invertire la tendenza attraverso maggiori risorse accompagnate da interventi organizzativi. Le priorità indicate riguardano in particolare il personale sanitario e la capacità di garantire in maniera uniforme sul territorio nazionale i Livelli essenziali di assistenza.

"Servono risorse adeguate ai bisogni di salute e riforme capaci di tradurle in servizi realmente accessibili, investendo anzitutto sul personale sanitario e sull'erogazione uniforme dei Lea", conclude Cartabellotta.

Il dato del 6,2% del Pil diventa così uno dei primi numeri destinati a entrare nel confronto sulla Legge di Bilancio 2027: non tanto come indicatore isolato, quanto come misura della distanza che separa ormai stabilmente la sanità pubblica italiana dai principali sistemi europei.

Sanità pubblica
Commenti
LA
Luigi Antignani
Gimbe.posizione nota
Rispondi
03/09/2026 10:07
OU
Osvaldo Ubaldi
Il declino è iniziato nel 2011, cioè quando Berlusconi introdusse il ticket aggiuntivo di 10€, vero cavallo di Troia (passato quasi inosservato)per il privato!
Rispondi
03/09/2026 07:36

I Correlati

Sanità, Anaao: "Non basta aumentare la spesa, serve cambiare come si usano le risorse"
Sanità pubblica
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
PNRR Salute verso il traguardo, restano tre obiettivi da chiudere
Sanità pubblica
PNRR Salute verso il traguardo, restano tre obiettivi da chiudere
Rendicontati 27 dei 30 obiettivi della Missione 6. Restano da certificare posti letto di terapia intensiva, Case e Ospedali di Comunità
Liste d'attesa, Cittadinanzattiva: tutele positive, ma mancano risorse
Sanità pubblica
Liste d'attesa, Cittadinanzattiva: tutele positive, ma mancano risorse
Promossi stop alle liste chiuse e percorsi di garanzia. Ma il PNGLA parte senza nuove risorse e lascia alle Regioni scelte decisive per l'attuazione
Schillaci: "Governo stabile, in sanità risultati importanti"
Sanità pubblica
Schillaci: "Governo stabile, in sanità risultati importanti"
Il ministro rivendica l'aumento del Fondo sanitario a quasi 143 miliardi, gli interventi sulle liste d'attesa e il potenziamento dell'assistenza territoriale
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Sanità pubblica
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Di Silverio: la stabilità politica non si è tradotta in stabilità per il SSN. Personale, salari e organizzazione restano le principali criticità

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.