
Quasi un adulto su due ha qualche chilo di troppo e uno su tre non fa né sport né attività fisica nel tempo libero. Nel 2025, secondo l'Istat, erano il 46,4% degli adulti in eccesso di peso e il 30,8% della popolazione dai 3 anni in su a risultare sedentari. Dati che nella cornice del l XIV Simposio della Fondazione Roma "Salute, Sport, Educazione e Sicurezza Alimentare" portano a chiedersi: come trasformare la prevenzione da raccomandazione teorica a scelta concreta e accessibile per tutti?
Un sostegno nutrizionale anche sul posto di lavoro
Ad aprire il dibattito è stato Franco Parasassi, presidente della Fondazione Roma. «La prevenzione non può essere affidata soltanto alle scelte individuali – ha detto – richiede cultura, consapevolezza, opportunità e contesti capaci di rendere più semplice adottare e mantenere stili di vita sani. È una responsabilità che riguarda tutti e che dobbiamo assumere soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, traducendo i principi della prevenzione in azioni concrete». E passa dalle parole ai fatti: l'ente vuole inserire nel proprio piano welfare, per i dipendenti, «un servizio strutturato di consulenza e supporto sui temi della corretta nutrizione e dell'adozione di sane abitudini alimentari». Un'esperienza che, nelle intenzioni, potrebbe fare scuola: dalle altre fondazioni alle amministrazioni pubbliche, fino alle imprese private. Non solo. «Promuovere la salute nei luoghi di lavoro significa non solo prendersi cura delle persone, ma anche contribuire a costruire una vera cultura della prevenzione», ha aggiunto Parasassi. «Inoltre, per uscire dall'ambito interno, sosterremo un'operazione di venture capital a favore di start-up italiane, con l'obiettivo di incentivare la creazione di piattaforme digitali capaci di orientare i cittadini verso scelte alimentari più adeguate alle proprie esigenze e al proprio quadro clinico».
La prevenzione come investimento sul futuro
Sul piano istituzionale è intervenuto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha ribadito come «la prevenzione sia il primo e più efficace strumento per proteggere la salute e contrastare molte patologie croniche». La scommessa, ha spiegato, guarda al futuro: «investire oggi sulla prevenzione significa contribuire a costruire una popolazione più sana e un Servizio sanitario più sostenibile domani». Con una popolazione che invecchia, ha concluso, «dobbiamo promuovere sempre di più una vera e diffusa cultura della prevenzione, che parte dai corretti stili di vita: da una buona alimentazione, dal contrasto delle abitudini dannose, come il fumo e la sedentarietà, e dalla promozione del movimento».
Lo sport come parte della vita quotidiana
Proprio al movimento ha dedicato il suo intervento il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. «Il nostro obiettivo non è soltanto aumentare il numero di chi fa sport, ma fare in modo che il movimento diventi una scelta possibile, accessibile e consapevole, e parte integrante dello stile di vita delle persone e della crescita delle nostre comunità». Il richiamo è alla Costituzione: «l'attività sportiva in tutte le sue forme, esattamente come recita l'art. 33, è una componente essenziale del benessere psicofisico delle persone, perché agisce prima che il bisogno di cura si manifesti, rafforzando le difese immunitarie e, in generale, l'organismo umano». Da qui l'impegno dell'esecutivo. «Stiamo costruendo dal primo giorno del nostro mandato un modello italiano di sport», ha spiegato Abodi, «non orientato solo alla competitività o ai grandi avvenimenti, ma che sia capace di mettere insieme scuola, salute, alimentazione, educazione, ambiente e pratica sportiva, creando opportunità diffuse e non solo per adolescenti e ragazzi, ma anche per gli over 65».




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