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Sanofi trasforma il polo di Anagni: dal biotech all’intelligenza artificiale

Nel sito laziale investimenti per circa 36 milioni di euro in tre anni. Nuove produzioni, competenze digitali ed economia circolare ridisegnano uno stabilimento strategico per le Scienze della Vita
Sanità pubblica
Aziende farmaceutiche
Tecnologia e Innovazione

Dalla sintesi chimica alle biotecnologie avanzate, passando per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi. Lo stabilimento Sanofi di Anagni accelera la propria trasformazione e punta a diventare un modello di manifattura farmaceutica capace di coniugare innovazione, sostenibilità e sviluppo delle competenze. Un’evoluzione che rilancia anche il tema della competitività italiana nelle Scienze della Vita, in una fase in cui attrarre investimenti e consolidare la capacità produttiva rappresentano priorità strategiche per il Paese. 

Da polo chimico a centro per le biotecnologie

La trasformazione dello stabilimento laziale parte da un patrimonio consolidato nella sintesi chimica, al quale si affiancano ora nuove soluzioni produttive nel campo biotech. Il sito ospita un reparto dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare e sta integrando la produzione del vaccino HIB. Il cambiamento non riguarda soltanto le linee produttive. Sanofi sta investendo nell’aggiornamento professionale del personale e nell’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi industriali, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione tecnologica attraverso competenze sempre più specializzate. Negli ultimi tre anni gli investimenti destinati allo stabilimento di Anagni, sostenuti anche dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, hanno raggiunto circa 36 milioni di euro.

Valentini: «Il farmaceutico è un asset strategico per il Paese»

Per il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, la crescita del comparto richiede condizioni capaci di offrire certezze alle aziende e sostenere i progetti a più alto valore aggiunto. «Il settore farmaceutico rappresenta un asset strategico per la competitività e la sicurezza industriale del Paese. Per attrarre e consolidare investimenti ad alto valore aggiunto servono un quadro regolatorio stabile, strumenti di sostegno efficaci e una collaborazione strutturata tra istituzioni, imprese e territori», ha affermato il viceministro. La trasformazione in corso ad Anagni, ha aggiunto, mostra come innovazione tecnologica, sostenibilità e crescita delle competenze possano avanzare insieme, rafforzando la capacità produttiva nazionale e creando occupazione qualificata. Il Ministero, secondo Valentini, è impegnato a favorire lo sviluppo di esperienze industriali in grado di consolidare la posizione dell’Italia nelle filiere europee delle Scienze della Vita.

Investimenti per 70 milioni di euro ogni anno in Italia

La strategia in cui si inserisce il progetto di Anagni è più ampia. Ogni anno Sanofi investe complessivamente in Italia circa 70 milioni di euro nelle principali leve dell’innovazione: 45,2 milioni in ricerca e sviluppo, 21,9 milioni nei siti produttivi e 1,6 milioni nella formazione del personale. 

Secondo uno studio realizzato da Sanofi con KPMG, nel 2024 le attività dell’azienda nel Lazio hanno generato un contributo al Pil pari a 62 milioni di euro, coinvolgendo oltre 120 fornitori. Il sito di Anagni ha inoltre contribuito ad attivare complessivamente 1.050 posti di lavoro e a distribuire 55 milioni di euro di reddito alle famiglie dei lavoratori coinvolti.

Cattani: «Produrre salute genera valore per i territori»

Il ruolo dell’industria farmaceutica, tuttavia, non si esaurisce nella produzione dei medicinali. Per Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta, investire nelle Life Sciences significa rafforzare contemporaneamente il sistema sanitario, l’economia e l’autonomia industriale. «La capacità di produrre salute è una componente strategica della competitività di una nazione. Significa certamente garantire continuità di fornitura e accesso ai pazienti, ma anche generare innovazione, occupazione, competenze qualificate, capacità produttiva e valore per i territori», ha dichiarato Cattani. 

In uno scenario nel quale Italia ed Europa puntano a rafforzare la propria autonomia strategica, ha spiegato, le Life Sciences devono essere riconosciute pienamente come una leva di crescita. «Industria, istituzioni e territori devono lavorare insieme per creare condizioni capaci di sostenere gli investimenti nel lungo periodo, accompagnare l’innovazione e rendere l’Italia sempre più competitiva. Anagni rappresenta un punto di osservazione, ma anche un esempio concreto di evoluzione costante da cui partire per costruire una visione più ampia sul futuro delle Scienze della Vita in Italia».

Meno emissioni e acqua recuperata nei processi industriali

Innovazione e sostenibilità costituiscono due dimensioni integrate della trasformazione dello stabilimento. Il sito ha ridotto del 37% le emissioni di CO₂ rispetto al 2019 e utilizza esclusivamente energia proveniente da fonti rinnovabili. A queste misure si aggiunge l’Idra project, sviluppato per riciclare circa 100.000 metri cubi di acqua all’anno. Gli interventi si collocano nel percorso ambientale globale di Sanofi, che prevede una riduzione del 55% delle emissioni Scope 1 e 2 entro il 2030 e il raggiungimento del net zero entro il 2045. Efficienza energetica, economia circolare, digitalizzazione e tracciabilità diventano così strumenti di competitività industriale. Il caso di Anagni mostra come la transizione ambientale possa procedere insieme all’evoluzione produttiva, rafforzando un ecosistema che tiene unite ricerca, produzione farmaceutica e competenze.

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