
Più contratti assegnati, ma preferenze ancora fortemente concentrate su poche discipline. Nel concorso 2026 la copertura delle specializzazioni mediche sale dal 84% al 90%, mentre quasi la metà dei primi mille candidati sceglie soltanto Cardiologia, Dermatologia e Oftalmologia.
Il concorso nazionale del 21 luglio ha registrato 17.652 candidati, l'11,1% in più rispetto ai 15.884 del 2025. Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha messo a disposizione complessivamente 15.221 posti per l'anno accademico 2025-2026. Di questi, 14.631 sono finanziati dallo Stato, 148 in più rispetto all'anno precedente. A questi si aggiungono 564 contratti regionali e 26 sostenuti da altri enti.
L'aumento dei candidati è stato quindi molto superiore a quello dei contratti statali. Le assegnazioni di questi ultimi sono passate da 12.238 a 13.104, portando la copertura complessiva dall'84% al 90%.
Quasi metà dei primi mille sceglie tre specializzazioni
Il dato medio racconta però soltanto una parte della situazione. Le preferenze continuano a distribuirsi in maniera molto diversa tra le discipline. Una fotografia particolarmente significativa arriva dalle scelte dei primi mille candidati della graduatoria nazionale, medici che, grazie al punteggio ottenuto, dispongono di maggiori possibilità nella selezione di specializzazione e sede.
Malattie dell'apparato cardiovascolare raccoglie 247 preferenze, Dermatologia e venereologia 131 e Oftalmologia 109. Complessivamente sono 487, il 48,7% dei primi mille candidati. Considerando le prime dieci discipline si arriva all'82,4%.
Non si tratta di un campione rappresentativo di tutti i candidati, ma il dato permette di osservare quali specializzazioni risultino maggiormente attrattive per chi dispone della più ampia possibilità di scelta.
Emergenza-urgenza cresce ma si ferma al 66%
All'altro estremo rimangono discipline nelle quali una parte consistente dei contratti continua a non trovare candidati. Qualche segnale di recupero arriva da Medicina d'emergenza-urgenza. Gli assegnati passano dai 537 del 2025 ai 649 del 2026, con un incremento di circa il 21%. Le sedi che riescono a coprire tutti i posti salgono da cinque a nove.
Restano però scoperti 336 dei 985 posti disponibili e il tasso di copertura si ferma al 66%. Il miglioramento rispetto all'anno precedente non cancella quindi le difficoltà di attrazione che interessano da tempo una disciplina essenziale per il funzionamento dei pronto soccorso. Cresce sensibilmente anche Radioterapia, che passa da 49 a 86 assegnazioni. L'incremento è di circa il 75%, ma la copertura raggiunge soltanto il 58%.
Alcune discipline restano sotto il 50%
Ancora più basse sono le percentuali registrate in alcune specializzazioni dell'area dei servizi clinici. Microbiologia e virologia assegna 19 posti sui 111 disponibili, pari al 17%. Farmacologia e tossicologia clinica arriva al 34%, con 39 assegnazioni su 116. Patologia clinica e biochimica clinica raggiunge il 36%, con 96 posti coperti su 268, mentre Statistica sanitaria e biometria si ferma al 45%, con 23 assegnazioni su 51.
Altre discipline mostrano invece un recupero completo. Audiologia e foniatria, Igiene e medicina preventiva, Oncologia medica, Scienza dell'alimentazione e Urologia raggiungono nel 2026 la copertura di tutti i posti disponibili dopo aver lasciato contratti non assegnati nell'anno precedente.
La crescita complessiva al 90% convive quindi con differenze molto ampie tra specializzazioni, che la sola percentuale nazionale rischia di rendere poco visibili.
Dal prossimo anno aumentano gli incentivi
Su queste differenze interverrà anche il nuovo trattamento economico previsto per gli specializzandi. Dal prossimo anno accademico la componente fissa del contratto aumenterà del 5% per tutte le specializzazioni.
Per venti discipline individuate come meno attrattive è previsto inoltre un incremento del 50% della parte variabile. Tra queste figurano Medicina d'emergenza-urgenza, Chirurgia generale, Medicina interna, Nefrologia, Radioterapia, Igiene e medicina preventiva e Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore. I dati del concorso 2026 offriranno quindi un termine di confronto per valutare l'effetto degli incentivi sulle future scelte dei giovani medici.
La copertura complessiva delle scuole è migliorata sensibilmente in un anno. Resta però aperta la questione della distribuzione degli specialisti, perché l'aumento delle assegnazioni non ha ancora eliminato le forti differenze di attrattività tra le discipline.




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