
Nell’emergenza, ogni minuto guadagnato pesa come un farmaco salvavita. E se il consulto di un esperto potesse arrivare prima ancora delle porte del reparto? È la scommessa di un sistema che trasforma il mezzo di soccorso in un presidio sanitario su ruote, collegato in diretta con la centrale operativa e con i professionisti dell'ospedale.
Il primo reparto mobile dell’ospedale
Con Smart Ambulance l’ambulanza non è più soltanto un veicolo di trasporto. Grazie alla connettività ultraveloce e alla bassissima latenza della rete 5G di TIM, diventa un reparto mobile che porta le competenze degli specialisti direttamente sul luogo dell'intervento. Il progetto è stato presentato all’Unione industriali di Napoli, che lo ha patrocinato, in una conferenza stampa organizzata da Bourelly Group in partnership con CoRiTeL, il Consorzio di ricerca sulle telecomunicazioni, e con TIM Enterprise. I saluti iniziali sono stati affidati a Vittorio Genna, presidente di Unione industriali Napoli. A illustrare il funzionamento è stato Guido Bourelly, amministratore unico di Bourelly Health Service: «Il progetto Smart Ambulance punta a sviluppare un ecosistema sanitario digitale, nel quale ambulanza, centrale operativa, medico, ospedale e territorio siano costantemente collegati». Attraverso sistemi di connettività ad alte prestazioni, ha spiegato, è possibile trasmettere in tempo reale ECG, parametri vitali, immagini diagnostiche, monitoraggio multiparametrico e flussi video ad alta definizione. «In questa prospettiva il mezzo di soccorso diventa un vero punto sanitario mobile della rete territoriale». Bourelly ha poi guardato oltre i confini locali: la prospettiva industriale, ha sottolineato, è quella di un modello «esportabile anche sui mercati internazionali», nato dall'incontro tra imprese del territorio, ricerca applicata e grandi operatori tecnologici. «Con Smart Ambulance si ha una chiara evidenza dell'importanza di fare sistema».
Pronto soccorso sotto pressione: i numeri
Il contesto in cui si inserisce l’iniziativa è quello di un sistema sotto stress. Lo ha ricordato Nicolino Esposito, direttore scientifico di Bourelly Health Service: «in Italia si calcolano circa 18,27 milioni di accessi ai pronto soccorso ogni anno, di cui il 68% sono codici bianchi e verdi. La spesa totale per il Pronto Soccorso è stimata in circa 3,5 miliardi di euro e il costo medio per accesso è di circa 192 euro con un'attesa media per ricovero di circa 31 ore».
Esposito ha aggiunto il quadro sul personale, citando quanto emerso al XIV congresso nazionale della Società italiana di Medicina dell’Emergenza-Urgenza (Simeu), svoltosi a Napoli: «9 strutture di pronto soccorso su 10 oggi risultano sottorganico. Solo l’11% infatti dichiara di avere personale adeguato; l’89% deve ricorrere a soluzioni tampone per coprire i turni, tra medici gettonisti, prestazioni aggiuntive e contratti libero-professionali».
Che cosa succede a bordo
La tecnologia consente di accorciare i tempi e di anticipare la diagnosi già durante il tragitto. Le funzioni principali sono cinque:
Una filiera di ricerca, industria e università
Smart Ambulance nasce in seno a CoRiTeL. Come ha spiegato Alessandro Pane, presidente di CoRiTeL, si tratta di «un ecosistema di open innovation che promuove la collaborazione tra mondo industriale e accademico». Al progetto partecipano Ericsson e Medinet, insieme all'Università di Salerno e al Politecnico di Milano.
Per Pane questo modello rappresenta «un esempio concreto di trasferimento tecnologico, in cui competenze scientifiche, ricerca applicata e know-how industriale convergono per trasformare l'innovazione in soluzioni ad alto impatto per la società». La soluzione integra intelligenza artificiale, machine learning e connettività 5G, con l'obiettivo di contribuire «in modo significativo al miglioramento della qualità e dell'efficienza dei servizi sanitari».
Dall’ambulanza al digital twin della sanità
Sul versante infrastrutturale, Francesco D'Angelo, SVP Central & Local Government Market di TIM Enterprise, ha descritto il progetto come una trasformazione di ruolo: «il progetto Smart Ambulance trasforma l’ambulanza in un nodo intelligente del sistema sanitario, capace di trasmettere dati, attivare competenze specialistiche già durante il soccorso e anticipare la presa in carico del paziente». Il collegamento in tempo reale tra centrale operativa, specialisti e ospedale poggia su 5G, edge computing, cloud e intelligenza artificiale. Governo dei dati, continuità del servizio e sovranità digitale ne garantiscono affidabilità e controllo. Il modello apre inoltre la strada ai digital twin applicati ai servizi sanitari, che integrano paziente, mezzo, centrale, strutture e dati lungo l'intero percorso di cura. A D’Angelo l’ultima parola: «nell'emergenza, il valore dell'innovazione si misura nel tempo guadagnato: quello che, in alcuni casi, può fare la differenza».




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