
Secondo l'equipe americana, assumere ogni giorno integratori di vitamina D potrebbe essere di gran lunga più efficace nella prevenzione dei tumori rispetto a un'intera libreria piena di consigli per uno stile di vita sano. Tanto che il 'sole in pillole' - come viene chiamata questa vitamina visto che è proprio l'esposizione solare a favorirne la produzione nell'organismo - dovrebbe essere dato alla popolazione all'interno di programmi di salute pubblica, afferma Cedric Garland, coordinatore dell'indagine. Secondo lo specialista, se ognuno assumesse 2 mila unità di vitamina D, la dose massima raccomandata, al giorno, si eviterebbero 200 mila casi di cancro del seno e 250 mila di tumore dell'intestino nel mondo. Questo rapporto causa-effetto è un vecchio pallino di Garland, da quando - si legge sull'Independent - ancora giovane medico alla fine degli anni '70 attraversava gli States in macchina, dalla soleggiata California all'Johns Hopkins University sulla fredda costa Est. I tumori dell'intestino erano già allora molto più frequenti nel Nord e a Est e se la maggior parte degli oncologi ricercava le cause nella quantità di fibre nella dieta o nella diffusione di metodi di cottura come il barbecue, Garland pensava a un legame con il clima.




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