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Perchè invecchiamo

Medicina Generale

Proviamo allora a osservare la natura che, contrariamente a quelle degli uomini, ha delle leggi che non ammettono eccezioni.
Dalla sua osservazione ho tratto il concetto di

Economia Biologica degli Esseri Viventi

Di cosa si tratta? Semplicemente del fatto che qualsiasi essere vivente, l’elefante come la formica, la quercia come la rosa, in condizioni di carenza, di emergenza sacrifica progressivamente le funzionalità, le strutture, gli organi che sono meno importanti per il mantenimento della vita. Sacrifica la vitalità per vita.
Basta frequentare qualsiasi corsia ospedaliera per meravigliarsi di come molti ammalati non abbiano più alcuna vitalità, ma continuano a vivere; basta osservare un giardino trascurato per vedere piante che non fanno più fiori, ma hanno foglie rigogliose, basta osservare la natura per capire.
Entriamo quindi nel vivo del problema prendendo in considerazione come noi nutriamo il nostro corpo. Attenzione, sto parlando di NUTRIRE non ALIMENTARE e tantomeno di MANGIARE. Ovvero dare al nostro organismo il materiale che gli serve per funzionare e rigenerarsi.
Secondo i dettami delle più disparate Scuole di Scienza dell’Alimentazione dobbiamo, oltre che differenziare le nostre fonti alimentari, proporzionarne l’assunzione in modo che i Carboidrati coprano il 55-65%, i grassi il 20-25% e le proteine il 15-20%.
Poiché i numeri non mentono, prendiamo quindi in esame uno schema alimentare di 2000 calorie (e anche su queste ci sarebbe da dissertare a lungo!) !) che divideremo per semplicità di calcolo e comprensione in 60 – 25 – 15. Avremo così 1220 calorie fornite dai Carboidrati, 500 dai Grassi e 300 dalle Proteine. Questi valori tradotti in quantità ci danno i seguenti numeri: g. 300 di Carboidrati, g. 55 di Grassi, g. 75 di Proteine e così abbiamo soddisfatto tutte le principali fonti ufficiali
Chi è molto meno contento è il nostro organismo perché nel decidere questi particolari bilanciamenti alimentari non si è minimamente tenuto conto di un fattore fondamentale pur se a tutti noto: l’Utilizzazione Metabolica degli Alimenti che, prescindendo dalle interferenze reciproche derivante dalla commistione di sostanze con caratteristiche fisico-chimiche diverse, è comunque caratteristica di ogni singolo substrato.
In realtà DIVENTA NUTRIMENTO per il nostro corpo circa l’80-85% dei carboidrati che ingeriamo, il 60-65% dei grassi, ma solo meno del 50% delle proteine.
Pertanto se ora andiamo a riprendere il suddetto schema ufficiale, vediamo che il nostro organismo ha a disposizione per le sue molteplici necessità solamente g. 32-35 di substrato proteico al quale attingere per soddisfare TUTTE le sue esigenze.
Si è venuta così a creare quella condizione di carenza per la quale si trova costretto a scegliere, a sacrificare qualcosa. . . . . . . riflettete un attimo su quante “nuove” proteine si stanno identificando in questi ultimi anni responsabili di questa o l’altra patologia o disfunzione!

 


Sono “nuove” perché? Le proteine non sono forse fatte da diverse combinazioni di aminoacidi? Ecco allora che l’organismo, trovandosi in carenza di alcuni aminoacidi, fabbrica una proteina anomala.
Ritornando al concetto dell’invecchiamento, qual è il primo organo che manifesta i segnali di sofferenza, il primo nel quale appaiono i primi segni dell’invecchiamento?
L’organo CUTE con i suoi annessi prima che si diradano e incanutiscono, con la sua struttura poi che perde efficienza e vitalità nelle sue componenti proteiche: collageno, elastina, sostanza reticolare . . . .etc.
Successivamente i muscoli e le articolazioni e così via sino a coinvolgere i mediatori chimici che hanno nella componente aminoacidica la loro principale matrice.
E se non fosse ancora abbastanza chiaro il meccanismo, osservate fra questi ultimi quali sono quelli che per primi sono sacrificati nell’ Economia Biologica dell’Organismo: quelli relativi all’attività di riproduzione perché, ovviamente, nel disegno superiore di vitalità della natura è opportuno che difetti e carenze non siano trasmesse . . . .e così via perdendo sempre di più vitalità ed efficienza sino a quando non ci saranno più le minime riserve per mantenere anche la vita.
Quanti ammalati sembrano stare meglio per un breve tempo prima del decesso? La vita sta intaccando le ultime riserve proteiche che trova e finite quelle . .
Esiste una possibile soluzione per questa congenita mancanza che ci trasciniamo da quando cominciamo ad alimentarci?
Se aumentiamo l’apporto di proteine animali, oltre al 50% di scorie metaboliche dannose, finiamo per ingerire troppi grassi animali saturi che moltiplicano il danno.
Se ci rivolgiamo alle proteine vegetali, abbiamo sempre il 50% di scorie e un surplus di carboidrati che finirebbe per danneggiare altre funzioni e strutture.
La situazione sembra senza soluzione: dobbiamo invecchiare per la costante mancanza di substrati aminoacidici che non permette al nostro organismo di soddisfare TUTTE le sue necessità di efficienza biologica.
La soluzione c’è! Basta saperla vedere!
Da alcuni anni sono entrate in uso particolari preparazioni proteiche per realizzare regimi dimagranti.
Queste preparazioni sono fatte con proteine estratte dalla caseina, dall’albume e dalla soja in una speciale formulazione che ricalca quella del latte materno. Hanno un Indice Chimico (presenza di Aminoacidi Essenziali) superiore a 100 e una biodisponibilità del 95% (non ci sono quindi quelle scorie metaboliche che hanno criminalizzato le diete proteiche ed iperproteiche), ma soprattutto permettono all’organismo di utilizzare quasi totalmente gli aminoacidi che così vengono assunti.
Esistono in formulazioni e preparazioni estremamente varie e variegate che consentono di soddisfare qualsiasi esigenza di gusto in ogni momento della giornata.
Non è necessario quindi modificare le nostre abitudini, alimentai se sono già “ufficialmente” corrette, è indispensabile invece di integrarle con uno, meglio 2 di queste particolari preparazioni in grado di poter soddisfare TUTTE le necessità proteiche dell’organismo senza sovraccaricarlo di scorie, di grassi saturi, di carboidrati.
Solo così potremo mantenere molto più a lungo le funzionalità, le strutture e gli organi con le caratteristiche dell’età giovanile e un conseguente prolungamento dell’efficienza e della vitalità con un costante benessere.
Forse non più anni alla vita, ma sicuramente più vita agli anni.

Estratto della comunicazione del Dott. Ramaciotti al 12° Congresso Internazionale di Medicina e Chirurgia Estetica di Bologna 2009

 

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