
''Nello studio Calm-Pd - ha dichiarato in una nota la ditta farmaceutica Boehringer Ingelheim - sono stati randomizzati 301 pazienti sottoposti a terapia con pramipexolo o levodopa. Dopo 4 anni si è visto che la terapia iniziale con pramipexolo aveva ridotto il rischio di sviluppare discinesie (ovvero movimenti involontari frammentari e incompleti, essi stessi di per se' assai invalidanti) di oltre il 50% rispetto ai pazienti che avevano ricevuto levodopa come terapia iniziale''. Commentando gli studi, il professor Anthony Schapira, professore di neurologia al National Hospital and Royal Free Hospital di Londra, ha detto: ''Il dibattito su quando e come curare i pazienti negli stadi precoci della malattia di Parkinson è ancora aperto''.



Uno studio pubblicato su Nature Medicine conferma il buon profilo di sicurezza del trapianto di neuroni derivati da cellule staminali embrionali in pazienti con Parkinson. L’Associazione Luca Coscioni torna a chiedere una revisione delle restrizioni

Dai primi segnali alle nuove terapie, la ricerca accelera contro una patologia in costante aumento
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