
Anche se nei paesi industrializzati raramente la gastroenterite da rotavirus è letale, si tratta comunque di una patologia che incide non poco sulla spesa sanitaria: la situazione italiana sfiora le 80.000 visite annuali, dalle quali conseguono circa 10.000 ricoveri ospedalieri.
Trasmessa prevalentemente per via oro-fecale, dopo un’incubazione di 24-48 ore l’infezione da rotavirus determina un quadro sintomatologico acuto piuttosto aspecifico e caratterizzato da diarrea profusa accompagnata da febbre moderata, disturbi gastrici e vomito; nell’arco di una settimana i sintomi calano progressivamente di intensità, fino a sparire. Nel bambino e nel lattante gli episodi acuti possono protrarsi anche per diverse settimane, esponendo il piccolo paziente ad un elevato rischio di disidratazione; al contrario, l’adulto presenta un quadro clinico di scarso significato, se non addirittura asintomatico (rappresentando però una possibile sorgente di infezione all’interno del nucleo familiare). Nel caso in cui le condizioni cliniche la rendano necessaria, la diagnosi eziologica viene effettuata mediante isolamento degli antigeni specifici in campioni fecali con tecniche immuno-enzimatiche.
Per prevenire questa patologia è stata proposta una strategia vaccinale ristretta ad alcuni cloni virali: l’efficacia di tale intervento però risulta essere ostacolata da variazioni geografiche relative all’incidenza e alla distribuzione dei singoli genotipi del virus; molto più promettente, dal punto di vista della prevenzione e del trattamento delle diarree da rotavirus, sembra essere l’utilizzazione di probiotici ad alta concentrazione. Uno studio randomizzato in doppio cieco versus placebo, condotto dal gruppo coordinato da Prakash Dubey presso il Lok Nayak Hospital di Nuova Delhi, ha coinvolto 224 piccoli pazienti con un’età compresa tra 6 mesi e due anni affetti da diarrea da Rotavirus (J Clin Gastroenterol, 2008): i risultati hanno confermato la capacità mostrata in altri lavori analoghi da parte dei probiotici ad elevata concentrazione nel migliorare la situazione clinica dei pazienti con diarrea, anche nel caso di eziologie diverse dal Rotavirus. Nello specifico, l’utilizzo del VSL#3 ha migliorato in maniera statisticamente significativa durata e severità dei singoli episodi acuti di diarrea, così come la durata del tempo di ospedalizzazione rispetto ai pazienti trattati con placebo, mentre non è stato rilevato alcun effetto avverso.



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