
Dopo l'ok nei giorni scorsi delle commissioni parlamentari competenti, ma senza il parere della Conferenza Stato-Regioni, causa i tempi stretti (entro il 4 ottobre) che rischiavano di far decadere il provvedimento, il Consiglio dei ministri ha dato parere positivo allo schema di decreto legislativo che individua i nuovi servizi erogati dalle farmacie pubbliche e private (senza oneri aggiunti per le casse dello Stato) operanti in convenzione con il Servizio sanitario nazionale. ''Soddisfatto'' il vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per il quale ''da sarà più facile per i cittadini accedere alle prestazioni del Ssn''. Positivo anche il giudizio delle associazioni di categoria, che però speravano di avere il via libera all'introduzione della figura dell'infermiere in farmacia. In realtà, anche se il testo definitivo non è stato ancora reso noto, non dovrebbe essere così: la novità è che le farmacie potranno mettere a disposizione per le attività di assistenza domiciliare infermieri e fisioterapisti (per residenti e domiciliati), in base alle prescrizioni del medico di medicina generale o del pediatra, ma il loro utilizzo all'interno delle farmacie dovrebbe essere limitato ''all'erogazione di servizi di secondo livello rivolti a singoli assistiti'', e ''a ulteriori prestazioni individuate con decreto dal ministero del Welfare''. Nello specifico il decreto legislativo, che contiene anche le nuove modalità per la stipula della convenzione nazionale delle farmacie territoriali, da anni non rinnovata, punta molto sulla partecipazione all'assistenza domiciliare integrata.




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