|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Sesso femminile quale fattore prognostico favorevole nel carcinoma epatico

Gastroenterologia

La storia naturale delle malattie croniche epatiche e il rischio di evoluzione tumorale può essere modulata in senso favorevole dal sesso. In questo studio, pubblicato nella rivista European Journal of Gastroenterology & Hepatology (leggi abstract originale), ricercatori afferenti al gruppo ITA.LI.CA (Italian Liver Cancer) hanno valutato se le pazienti (sesso femminile) con epatocarcinoma avessero una prognosi più favorevole. A tale scopo è stato utilizzato il database di ITA.LI.CA che includeva 1834 pazienti consecutivi con carcinoma epatico (482 donne, 1352 uomini). Sono state analizzate le seguenti variabili: età, eziologia, modalità di diagnosi, trattamento precoce con interferone, livelli di alfa-fetoproteina, sindrome costituzionale, trombosi portale, metastasi, numero e dimensioni dei noduli, grado, classe Child-Pugh, stadiazione TNM e CLIP (Cancer of the Liver Italian Program) e trattamento. Le pazienti con epatocarcinoma hanno mostrato età più avanzata (p = 0.

pubblicità

0001), più alta prevalenza di infezione da HCV (p = 0.0001), diagnosi più frequente dopo sorveglianza (p = 0.003), più elevati livelli di alfa-fetoproteina (p = 0.0055), più bassa prevalenza di sindrome costituzionale (p = 0.03), trombosi portale (p = 0.04) e metastasi (p = 0.0001). Il carcinoma epatico nelle donne era inoltre più frequentemente unifocale (p = 0.0001), più piccolo (p = 0.001), ben differenziato (p = 0.001) e di più basso stadio CLIP e TNM (p = 0.0001 e 0.0001). Tuttavia, le donne sono state sottoposte a trattamenti curativi, come trapianto, resezione e ablazione percutanea, nella stessa percentuale dei maschi. Manifestavano anche una sopravvivenza più lunga rispetto agli uomini (mediana 29 mesi [intervallo di confidenza, IC, 95%: 24-33] vs 24 [22-25]; p = 0.0001). La differenza era più evidente (mediana 36 mesi [IC 95%: 31-41] vs 17 [IC 95%: 15-19]) quando le donne, che si sottoponevano a sorveglianza, erano rapportate ai maschi con diagnosi di tumore incidentale o sintomatico.
Gastroenterologia
Commenti

I Correlati

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Celiachia, quando bastano gli esami del sangue? Le nuove indicazioni per la diagnosi senza biopsia
Gastroenterologia
Celiachia, quando bastano gli esami del sangue? Le nuove indicazioni per la diagnosi senza biopsia
La diagnosi della malattia celiaca si basa sulla ricerca di anticorpi specifici e, in molti casi, sulla biopsia duodenale. Un articolo pubblicato su JAMA analizza i criteri per identificare i pazienti candidabili a un percorso sierologico, con indica
Malattie infiammatorie croniche intestinali, guselkumab rimborsato in Italia per Crohn e colite ulcerosa
Gastroenterologia
Malattie infiammatorie croniche intestinali, guselkumab rimborsato in Italia per Crohn e colite ulcerosa
La rimborsabilità riguarda gli adulti con malattia attiva da moderata a severa che non rispondono adeguatamente alle terapie convenzionali o biologiche, perdono la risposta o non tollerano i trattamenti. Per il Crohn è prevista anche l’induzione sott
Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Pazienti
Alimenti ultra-processati, perché aumentano il rischio per cuore, metabolismo e intestino
Non solo calorie o zuccheri: questi prodotti possono alterare i meccanismi che regolano fame, microbiota e infiammazione. E le conseguenze si riflettono su obesità, diabete e salute cardiovascolare
Infarto e diabete, la prevenzione inizia nell'intestino: il microbiota rivela il rischio con anni di anticipo
Pazienti
Infarto e diabete, la prevenzione inizia nell'intestino: il microbiota rivela il rischio con anni di anticipo
La ricerca del Policlinico Gemelli accende i riflettori sulla metainfiammazione, un processo invisibile che potrebbe aprire la strada a una prevenzione sempre più precoce

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.