Metodo italiano: “misura” sviluppo cirrosi, potrà' ridurre mortalità

· 14/01/2010 10:18
Nel fegato di un paziente cirrotico - spiega una nota dell'università - si formano strutture simili a cicatrici che hanno l'effetto di rendere più difficoltosa la circolazione del sangue e dunque aumentare la pressione venosa della vena porta, che arriva direttamente dai capillari dall'intestino. Dall'intestino, che è lungo più di sei metri e ha una superficie ampia, perché a causa della sua funzione è frastagliato e pieno di rughe, si dipartono infatti moltissimi capillari. Ed è proprio a livello dei capillari che, a causa dell'aumento della pressione, aumenta la permeabilità che provoca il passaggio nel sangue di frammenti della flora batterica presente nell'intestino. Fenomeno chiamato 'traslocazione batterica'. "I
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dottnet.it/5203/case-report-shock-cardiogenico-in-un-neonato-con-miocardite-da-enterovirus.aspx">batteri intestinali - sottolinea Gasbarrini - hanno una funzione molto importante perché addestrano il nostro sistema immunitario e facilitano il processo metabolico. Ma sono batteri molto speciali: più del 70% di essi non si possono coltivare fuori da quell'ambiente molto estremo. Ed è proprio per questo che è fondamentale poter misurare il livello di permeabilità intestinale, un'alterazione che causa traslocazione batterica ed è associata al peggioramento della cirrosi epatica". I ricercatori sono riusciti a misurare la permeabilità grazie alla medicina molecolare. Ai pazienti sono state somministrate per bocca compresse di una molecola, l'EDTA, marcata con cromo-51. Per dimensioni, questa molecola non dovrebbe attraversare la parete intestinale, ma se la permeabilità è aumentata,anche questa molecola riesce a penetrare nell'organismo e finisce nelle urine.