
La protesta riguarda 150 mila dipendenti ed il contratto e' scaduto da 32 mesi. La richiesta e' quella di un aumento in busta paga di 103 euro lordi a regime per il biennio 2006-2007. Altri tre giorni di sciopero dovrebbero invece svolgersi nel mese di ottobre nella sanita' pubblica. Annunciata anche una manifestazione nazionale a Roma e lo stop agli straordinari, che potrebbe far saltare oltre 100.000 interventi chirurgici al giorno. Si apre cosi', dopodomani, l'autunno caldo della sanita' italiana. I medici pubblici aspettano risposte sulla la manovra economica varata. I sindacati temono il taglio ai fondi per la sanita' pubblica che le Regioni stimano in circa 6,5 mld, e che sarebbero una indicazioni per un taglio del personale e dei servizi da concordarsi con le Regioni entro il 31 ottobre. Da qui la richiesta a Sacconi di risposte precise. Sul tavolo dei medici pubblici anche il nodo del finanziamento del secondo biennio economico del contratto, per il 2008 e 2009. Ed ancora aperta e' pure la questione dei riposi dopo i turni di lavoro notturni: i sindacati chiedono una regolamentazione definitiva, avendo gia' annunciato dei ricorsi in merito alla Corte Europea e alla Corte Costituzionale. Altro punto contestato, sempre previsto dalla manovra, e' la ribattezzata 'rottamazione dei primari': dopo 40 anni di contribuzione, la direzione sanitaria puo' infatti prevedere il pensionamento dei primari.




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