
L’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) è entrata, quindi, a far parte a pieno diritto della diagnostica clinica; ha sicuramente contribuito a migliorare la gestione in particolare delle lesioni focali epatiche non solo per quanto riguarda l’identificazione ma anche la caratterizzazione delle stesse, grazie alla possibilità, nell’ambito di un esame non invasivo, poco costoso, che non utilizza raggi X, di valutare in tempo reale la vascolarizzazione , e poter quindi effettuare una diagnosi differenziale benigno-maligno con un’accuratezza diagnostica abbastanza alta. Pertanto nello studio della patologia del fegato la CEUS è un’opzione diagnostica standardizzata ed affidabile, che svolge un ruolo ben definito nell’identificazione e nella caratterizzazione delle lesioni focali epatiche prima, durante e dopo il loro trattamento. Negli ultimi anni l’uso della CEUS trova applicazione per lo studio delle patologie intestinali, ed in particolare le malattie infiammatorie croniche (morbo di Crohn, Rettocolite ulcerosa), per le quali uno studio combinato con l’ecografia di base permette di ottenere informazioni fondamentali sia per la terapia che per il follow-up del paziente. Un ruolo altrettanto importante viene attribuito al mezzo di contrasto in corso di terapie ablative per via percutanea, sia prima dell’intervento, con la finalità di ottenere informazioni sulla vascolarizzazione della lesione da trattare, sia in corso di trattamento per il posizionamento dell’ago, oppure quando le lesioni sono poco visibili all’ecografia di base, ed infine, dopo il trattamento per valutarne l’efficacia.

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