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L'Italia fa poco per migliorare la salute nei paesi in via di sviluppo

Medicina Generale

Il parere degli italiani è emerso da un sondaggio condotto dalla rete Azione per la salute globale in Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna, in vista del vertice Onu sugli Obiettivi di sviluppo del Millennio (Mdg, Millennium Development Goals) che, da lunedì prossimo a New York, discuterà le azioni da intraprendere per raggiungere tali obiettivi entro il 2015, traguardo ancora lontanissimo. Nel 2007 l'Italia ha riservato alla cooperazione allo sviluppo solo lo 0,19% del Pil, contro lo 0,41% della Spagna, lo 0,39% della Francia, lo 0,36% della Gran Bretagna e lo 0,37% della Germania. Realizzato da TNS opinion su un campione di 5.000 persone, il sondaggio rivela che nei Paesi presi in esame quasi il 40% degli intervistati ritiene insufficienti gli investimenti del proprio governo, percentuale che sale al 53% tra i giovani tra i 18 e i 24 anni. In tutti i Paesi, gli intervistati sovrastimano l'aiuto pubblico allo sviluppo erogato dal proprio governo. ''E' imperdonabile - afferma Uber Alberti, presidente di Cestas, partner italiano della rete Azione per la salute globale insieme ad Aidos - che, a soli sette anni dalla scadenza degli Mdg, troppi grandi attori europei restino ancorati a politiche bilaterali obsolete e deboli, che finiscono per diluire sia la qualità che la quantità degli aiuti erogati''. 

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