
La p53 è una proteina che regola il ciclo cellulare e svolge una funzione di soppressore del tumore. I pazienti oncologico con livelli bassi o assenti della proteina p53, rispondono meno alle terapie standard e hanno una prognosi peggiore. "I risultati di questo studio - commenta in una nota Jeffrey Jacob, ceo di SM - supportano il proseguimento dello sviluppo clinico. Inoltre ci permettono di approfondire la valutazione della molecola nel contesto di vulnerabilità relativo a diversi tipi di proteina p53 e di valutare dove risulta essere più efficace. Nel quadro dei nostri sforzi continui, mirati a rendere il cancro più trattabile, risultati come questi ampliano la nostra conoscenza del tumore e delle potenziali terapie per combatterlo, e ci permettono di avvicinarci all'obiettivo di offrire il farmaco più idoneo a ciascun paziente". La ricerca ha esaminato l'effetto di brostallicina sulla vitalità delle cellule, sulla modulazione del ciclo cellulare e sull'inizio della morte cellulare, su modelli cellulari di tumore che presentano sia livelli normali (noti anche come tipo-selvaggio) sia anormali (mutati o assenti) di proteina p53 soppressore del tumore. Questi risultati sono stati supportati da test su modelli animali, dove brostallicina ha dimostrato un effetto statisticamente significativo sulla soppressione della crescita tumorale.




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