
Ma neppure il francese se la passa male con circa 70 mila euro l’anno, e meglio ancora va al tedesco con 90 mila euro l’anno, centesimo più o centesimo meno. C’è da dire che il governo di sua Maestà non vede di buon occhio tanta generosità nei confronti del medico britannico: si tratta di cifre che fanno impallidire anche il più alto dirigente se non addirittura le maggiori cariche istituzionali inglesi. Già perché il medico di base può arrivare a incassare anche 400 mila euro l’anno con aumenti biennali che arrivano anche al 30% dello stipendio. Insomma, una pacchia. Ma dov’è la differenza? Nei sistemi di pagamento e nel tipo di lavoro: in Italia il compenso è a quota capitaria o a stipendio. In Gran Bretagna, invece, c' è un contratto base e una cospicua quota variabile che dipende dal raggiungimento di obiettivi di lavoro, come le vaccinazioni e gli screening, di cui si incarica sempre il practitioner, ovvero il medico di base. Che, in genere, ha più pazienti di quello italiano arrivando anche a tremila se non oltre. La contropartita è un lavoro duro, di grande responsabilità, con visite necessariamente molto brevi e molte uscite domiciliari. E in Inghilterra è tabù il farmaco costoso, pena grossi guai col ministero. E così si prescrivono solo i principio attivi, ovvero il generico. Nel confronto occorre, comunque, tener presente che la vita in Gran Bretagna è sensibilmente più cara, tanto che chi vive e lavora a Londra ha un ulteriore benefit di 3000 sterline al mese. E poi il ritmo di lavoro del medico italiano è certamente meno stressante: sia in Francia sia in Italia, la maggioranza dei medici di famiglia vede meno di 25 pazienti al giorno, mentre il 77% dei medici britannici ne vede in media da 30 a 50 al giorno. Con differenze consistenti, quindi, anche nei tempi di visita: un consulto in Italia dura in media 16 minuti, mentre in Germania il medico non dedica più di nove minuti a visita. E ancora più rapidi sono gli spagnoli, che a ogni paziente dedicano in media 7 minuti, fino ai 5 minuti degli ambulatori d' oltre Manica. Insomma, si guadagna di meno, ma forse si vive con meno stress con grandi vantaggi anche per gli assistiti che fruiscono di una maggiore tutela. Ma vediamo come funziona la professione negli altri Paesi europei: in Inghilterra la porta di accesso all'assistenza sanitaria passa per lo studio del medico di famiglia (il cosiddetto General practitioner, Gp). Gli inglesi hanno così la possibilità di scegliere il proprio Gp che conserva la cartella clinica del paziente e provvede ad assisterlo con continuità, anche dopo la dimissione dall'ospedale. I medici che hanno conquistato la qualifica di general practitioner richiedono l'assegnazione a uno studio medico generico dove lavorano a fianco di altri Gp, del personale infermieristico di comunità, di infermieri specializzati e terapisti in modo da garantire un'assistenza completa alla comunità in cui operano. L'Inghilterra è all'avanguardia per le partnership tra i medici di famiglia: numerosi studi medici d'Oltremanica hanno, difatti, scelto di riunirsi e di formare i cosiddetti Primary care Trust (Pct).




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.