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Alzheimer, progressi con una nuova sostanza

Alzheimer, progressi con una nuova sostanza
Medicina Generale

 La sostanza sperimentale usata dai tedeschi ha ridotto dell'80% l'insorgere degli strati di proteine, chiamati anche placca, nel cervello dei topolini usati come cavie, riferisce in un rapporto il gruppo di ricercatori che fa capo a Hans Ullrich Demuth della società farmaceutica Probiodrug Ag di Halle, in Germania orientale. Demuth ha presentato i suoi risultati in unica conferenza stampa, ripresa dalla stampa tedesca. Attualmente sono 900 mila i casi di Alzheimer solo in Italia, con 80mila nuovi malati ogni anno, che arriveranno a 113mila in poco più di 10 anni. Nel mondo si calcola che sono oltre 12 milioni. Gli scienziati tedeschi hanno scoperto un enzima che fa accumulare strati di placca particolarmente dannosa nel cervello di animali da laboratorio selezionati per questo tipo di ricerche. Quando i ricercatori hanno bloccato l'enzima in questione con la loro sostanza sperimentale, nel cervello dei topolini si è formata pochissima placca di Alzheimer. Contemporaneamente nei test è aumentata notevolmente la prestazione comportamentale dei piccoli roditori. Nel rapporto per Nature i ricercatori affermano che fino a 10 mesi di esperimenti con la sostanza in questione non hanno provocato danni ai topi, e a parte il miglioramento nelle prestazioni cerebrali, per il resto il comportamento dei topi non ha subito modifiche. Per Demuth, un eventuale passaggio a esperimenti sugli esseri umani richiederà almeno sette anni, anche se una impresa delle dimensioni di Probiodrug non è in grado da sola di portare avanti una ricerca che costerà circa 800 milioni di euro.

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Esami del sangue, il digiuno potrebbe non essere necessario per tutti gli analiti

Teresa Brusco · 13/10/2026 15:11
Il digiuno prima del prelievo viene spesso richiesto come misura standard per ridurre la variabilità preanalitica, ma non tutti gli esami sembrano risentirne in modo clinicamente significativo. Un ampio studio condotto su 101.148 pazienti adulti, mostra che la durata del digiuno ha superato le soglie di rilevanza analitica per un numero limitato di parametri. Le differenze confermate nei confronti all’interno dello stesso paziente hanno riguardato 10 analiti, tra cui glucosio, trigliceridi, γ-glutamil transferasi e lipasi.
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