
A sostenerlo è uno studio scientifico condotto all'università dello Utah da Allen Sawitzke, che ha esaminato per 18 mesi 572 pazienti, già parte di una precedente indagine che nel 2006 non riuscì ad individuare alcuna capacità di ridurre i dolori dell'artrite negli integratori in questione. La nuova 'tranche' della ricerca non ha rilevato nei pazienti che assumevano regolarmente condritina e la glucosammina cloridrato una riduzione nella perdita di cartilagine associata appunto con il progredire della malattia. L'artrite - spiega lo studio pubblicato su 'Arthritis & Rheumatism' - è progredita nei 18 mesi analizzati nel 24% dei pazienti che assumevano gli integratori, lo stesso dato evidenziato in coloro che prendevano un semplice placebo. Le pillole, peraltro, non hanno mostrato di causare alcun effetto collaterale.


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