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Medici di base: lo studio Indaco 2 destinato ai propri pazienti limita il rischio di fratture di femore. Da eseguire una volta l’anno

Medici di base: lo studio Indaco 2 destinato ai propri pazienti limita il rischio di fratture di femore. Da eseguire una volta l’anno
Medicina Generale

L'età media per la frattura è oggi 82 anni perché la prevenzione è migliorata, tuttora però ogni anno oltre 80mila persone si fratturano il femore: il 25 per cento muore entro un anno, il 60 per cento non torna autosufficiente. Dito puntato anche contro animali domestici, pantofole e scarsa illuminazione che ogni anno causano oltre un terzo delle cadute. E' sufficiente invece mezz'ora di cammino 3 volte alla settimana, per abbattere della metà il rischio di cadute. Il test, chiamato FRAX, consiste di 10 semplici domande: si indagano ad esempio la familiarità per fratture, le fratture pregresse, l'abitudine al fumo. Altre 10 domande riguardano le capacità mentali e la tenuta della memoria: dal nome dell'attuale Papa al proprio numero di telefono, dal nome della madre a una piccola operazione matematica di sottrazione. ''Basta mezz'ora - spiega Giuseppe Guida, coordinatore dello studio e Professore Emerito di Ortopedia alla 2° Università di Napoli - e i medici di base potrebbero eseguirli facilmente una volta all'anno sulle donne in post-menopausa e sugli uomini con più di 70 anni''. Per prevenire le fratture basta togliere i tappeti, migliorare l'illuminazione dell'appartamento, eliminare eventuali ostacoli o gli animali domestici, spesso causa di incidenti, riducendo del 34% il rischio di cadere. L'attività fisica, anche leggera ad esempio mezz'ora di cammino di buon passo tre volte a settimana o di ginnastica dolce, abbatte della metà il rischio di caduta. Clicchi qui per commentare.

Medicina Generale
Commenti
BF
Bruna Faletti
BUONO L'ARTICOLO MI PIACEREBBE CONOSCERE QUESTO TEST PER LA PREVENZIONE DELLE FRATTURE DEL FEMORE OTTIMO ANCHE QUELLO DELLA CARDIOLOGIA PEDIATRICA FATECI SAPERE L'ESITO DEL PROGETTO SUI CENTRI DI ECCELLENZA GRAZIE DR.B.FALETTI
Rispondi
20/12/2010 18:45

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Esami del sangue, il digiuno potrebbe non essere necessario per tutti gli analiti

Teresa Brusco · 13/10/2026 15:11
Il digiuno prima del prelievo viene spesso richiesto come misura standard per ridurre la variabilità preanalitica, ma non tutti gli esami sembrano risentirne in modo clinicamente significativo. Un ampio studio condotto su 101.148 pazienti adulti, mostra che la durata del digiuno ha superato le soglie di rilevanza analitica per un numero limitato di parametri. Le differenze confermate nei confronti all’interno dello stesso paziente hanno riguardato 10 analiti, tra cui glucosio, trigliceridi, γ-glutamil transferasi e lipasi.
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