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Cricelli (Simg): la diminuzione di prezzo moltiplica l’efficacia dei farmaci equivalenti. Inchiesta Dottnet

Cricelli (Simg): la diminuzione di prezzo moltiplica l’efficacia dei farmaci equivalenti. Inchiesta Dottnet
Medicina Generale

 La promozione sul generico va sempre sostenuta perché, dicono al Codacons  "i medici di base persistono nel non voler prescrivere i farmaci equivalenti e i farmacisti dimenticano di informare il paziente dell'esistenza di un generico" identico in efficacia e certamente più economico.Importante, in effetti, è anche il ruolo dei medici, visto che sono loro a poter prescrivere certi farmaci generici: nel primo semestre 2010, il 15,3% dei medicinali su prescrizione rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale è stato equivalente. “La scadenza brevettuale, se riguarda farmaci noti ed efficaci, conferisce uno straordinario valore aggiunto a prodotti medicinali di comprovata efficacia. La diminuzione di prezzo moltiplica infatti il valore dei farmaci equivalenti” sottolinea Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale. “Possiamo permetterci di curare le stesse condizioni cliniche ad un prezzo di gran lunga inferiore. Si liberano risorse per l’innovazione terapeutica, si consente al sistema di sostenere il carico della cronicità e della popolazione anziana“. “I farmaci generici hanno avuto un percorso molto faticoso in Italia, per la presenza di leggi che hanno allungato il periodo della brevettabilità per molti medicinali”, spiega Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Un ostacolo cui se ne sono aggiunti altri: “Il nome di ‘farmaco generico’ pone dubbi e difficoltà” aggiunge Garattini. “Gli interessi delle industrie che producono farmaci con brevetto cercano di screditare i medicinali generici, come se fossero farmaci di serie B. In realtà, è dimostrato che i prodotti generici sono comparabili ai prodotti di marca”. Si è, quindi, cercato di favorire lo sviluppo di una cultura del generico che contrastasse l’idea, sbagliata, di aver a che fare con farmaci meno efficaci e/o meno sicuri di quelli con il marchio: dalle campagne informative alla legge Storace del 2005 che ha voluto un cambio di nome in “equivalenti”. La situazione, comunque, dovrebbe migliorare ulteriormente: entro il 2013, scadranno i brevetti di numerosi altri farmaci etici, consentendo così l’introduzione di nuovi medicinali equivalenti sul mercato. Ma, come si può leggere dai tanti commenti apparsi sul nostro Social, Dottnet, i medici non sono d’accordo sulla reale efficacia del generico che non avrebbe le stesse caratteristiche del prodotto griffato, almeno per quanto riguarda gli eccipienti. Il confronto è ancora aperto. Clicchi qui per commentare.

Medicina Generale
Commenti
VB
Vincenzo Basso
Se il mercato non cambia le sue leggi, mano a amano che i farmaci perderanno il brevetto le case farmaceutiche saranno costrette ad adeguare il prezzo del loro prodotto, così come lo è stato per molti farmaci. Io credo che con il tempo arriveremo anche a questo. Per il momento, alla faccia di Garattini, Simg, Fazio, Codacons e compagnia parlante me ne frego e continuo a curare i miei pazienti con il farmaco che mi da più fiducia per esperienza e risposta terapeutica. I generici, se vogliono, lo usino pure i pazinti che vogliono risparmiare. Sarà una scelta loro farselo cambiare dal farmacista, ma sulla mia ricetta ci sarà sempre un farmaco "di marca".
Rispondi
20/12/2010 20:52
?
Non solo : da noi hanno fatto un patto aziendale che incentiva l'uso dei betalattamici,amoxi clavulanata e non a discapito di chinolonici e macrolidi.....conseguenza aumento ricoveri per broncopolmonite.Probabilmente a forza di fare schede,certificati,suffragati da medici e funzionari dei distretti,molti colleghi non si ricordano piu' la microbiologia, non sanno cos'e' un intracellulare,un mycoplasma,una betalattamina non si ricordano piu' cos'e'.......sono convinto che prima o dopo torneremo a fare i medici,non puo' continuare cosi',in mano a quattro sindacalisti dei miei stivali,e funzionari asl che da anni non usano quel curioso oggetto di gomma che chiamano fonendo...
Rispondi
20/12/2010 14:43
AN
Antonio Nuzzi
Approvo in modo incondizionato quanto affermato dal collega Valli: se i medici siamo noi, e quindi è nostra la decisione del farmaco più appropriato per quel paziente e per quella patologia, non deve centrare nulla il farmacista sulle nostre decisioni... Al prof.Garattini vorrei consigliare invece di curarsi un focolaio broncopneumonico con un antibiotico "equivalente",così forse capisce che la differenza c'è e come !!!
Rispondi
20/12/2010 11:25
?
Io sono il medico che decide la cura, non un qualsiasi farmacista che decide in base agli sconti,senza criteri scientifici.Vorrei sapere perche' ,cardiologi di chiara fama,sconsigliano i pazienti di acquistare furosemide genericata e i beta bloccanti. Non sono un tecnico farmaceutico e non ho particolari competenze in merito.......non saprei...
Rispondi
19/12/2010 13:43

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