
Alla ricerca, condotta su seimila pazienti in trattamenti, ha collaborato anche l'università di Bologna. "I risultati - spiega il cardiologo Raffaele Bugiardini, responsabile dell'analisi in Italia - sono estendibili a livello europeo ed evidenziano un elemento allarmante: i medici utilizzano parametri sbagliati nella valutazione del rischio e tendono a sottovalutare i pericoli per molti pazienti, limitando le terapie. Per questo - conclude - le autorità sanitarie dovrebbero avviare piani di sorveglianza nei vari paesi per prevenire migliaia di morti evitabili ogni anno".

Con pazienti sempre più giovani e oltre 14.400 procedure all'anno in Italia, la pianificazione a lungo termine diventa il nuovo punto di riferimento della cardiologia interventistica

Dal congresso Antitrombosi 2.0 della SIMI l’evoluzione di un approccio sempre più precoce: lipoproteina(a), ecografia carotidea, nuovi farmaci ipolipemizzanti e agonisti GLP-1


Le patologie cardiovascolari restano la prima causa di morte nel Paese e assorbono un enorme impatto economico e sociale. Gli esperti chiedono più prevenzione, diagnosi precoce e percorsi di cura integrati per ridurre decessi e disuguaglianze.
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