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La prossima pandemia influenzale potrebbe arrivare da un vecchio virus

La prossima pandemia influenzale potrebbe arrivare da un vecchio virus
Medicina Generale

L'allarme, in realtà, non è nuovo: nel giugno 2009 aveva messo in guardia contro lo stesso pericolo uno studio pubblicato sulla rivista Plos Pathogens e coordinato dalla virologa Ilaria Capua, che lavora presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie del ministero della Salute. Anche quella ricerca affermava che una futura pandemia avrebbe potuto essere causata da un virus che aveva già causato altre pandemie nel passato. 'Abbiamo messo in discussione il dogma secondo cui il nuovo virus pandemico non avrebbe potuto appartenere al sottotipo H1, H2 o H3', rileva Capua. L'allarme lanciato adesso da Nabel si basa soprattutto sulla lezione dell'ultima pandemia, con la 'notevole somiglianza' del virus H1N1 comparso nel 2009 con quello della terribile Spagnola che nel 1918 ha causato circa 50 milioni di morti. 'Questa fonte inattesa del virus pandemico H1N1 è un monito per la sanità pubblica', scrive Nabel. Il virus H2N2 ha colpito nel periodo compreso fra il 1957 e il 1968, uccidendo oltre un milione di persone nel mondo. Il virus, rileva l'esperto, sta circolando sia negli uccelli sia nei suini: laboratori naturali nei quali potrebbe compiere nuovamente il cosiddetto 'salto di specie' e diventare infettivo per l'uomo. Inoltre molti di coloro che hanno incontrato il virus quasi 50 anni fa non ne conservano più memoria nel sistema immunitario. Lo dimostra uno studio condotto negli Stati Uniti, dai cui dati preliminari risulta che, su 90 persone di oltre 50 anni finora esaminate, la maggior parte non conserva nel sistema immunitario nessuna memoria del virus. Un test simile lo aveva fatto anche il gruppo italiano di Ilaria Capua: gli anticorpi presenti in 30 campioni di siero prelevati da persone vaccinate contro il virus dell'influenza stagionale 2006-2007 (quindi contro i ceppi H1, H2 e H3), messi alla prova con gli attuali virus aviari H1, H2 e H3, hanno dato una protezione minima o nulla. Se il rischio che un vecchio virus possa scatenare una futura pandemia 'e' reale' per entrambi i gruppi di ricerca, le posizioni sulla vaccinazione non sono unanimi. Per l'americano Nabel bisogna programmare fin da ora una strategia preventiva di vaccinazione, utilizzando il vaccino messo a punto nel 1957. Più prudente la posizione di Capua, secondo la quale prima di programmare una vaccinazione 'bisognerebbe rendersi conto di quanto effettivamente il virus del tipo H2 stia circolando negli uccelli e nei suini'.

Medicina Generale
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Speriamo becchi politici di non elevata statura.
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10/03/2011 22:25

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