
Un gene strategico che potrebbe avere un ruolo nella selezione dei pazienti da sottoporre a cure 'taylormade'. A tracciare lo scenario sono gli esperti degli ospedali Riuniti di Bergamo, che hanno partecipato al convegno 'La terapia mirata nei tumori solidi oggi'.
"Finalmente abbiamo il mezzo per poter mirare i trattamenti - spiega in una nota Roberto Labianca, coordinatore del convegno e direttore dell'Oncologia medica di Bergamo - escludendo dalla terapia 'targetizzata' a base di cetuximab chi non risponde, risparmiandone l'utilizzo inutile e improprio in un terzo dei casi e ottenendo maggiori risposte e maggiore sopravvivenza senza progressione di malattia nella fase metastatica".



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