
"Oggi - spiega Craxì - noi specialisti difficilmente diagnostichiamo epatiti C legate a trasfusione, come è accaduto in passato. Sono invece più frequenti i casi di infezione dovuti a tatuaggi, piercing, o procedure mediche". E le conseguenze possono essere assai gravi: "su 100 infezioni acute da epatite C - dice l'esperto - il 50% diventa cronico. E di questi, il 10% evolverà in cirrosi, con conseguenze letali per almeno 6 o 7 casi". Le possibilità di venire a contatto con un virus quando si decide di fare un tattoo, in realtà, riguardano tutti i tipi di epatite ma per la C il legame con i tatuaggi è più chiaro.



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