Il prof. Roberto Vettor evidenzia che l’obesità è un fattore di rischio primario per lo sviluppo di patologie epatiche, in particolare della steatosi epatica metabolica, con una prevalenza che raggiunge il 60-70% nei soggetti a rischio come diabetici o persone con obesità severa. Il legame tra obesità e danno epatico è supportato da evidenze epidemiologiche, cliniche e fisiopatologiche, derivanti dalle alterazioni metaboliche dell’adiposità patologica. Accanto a interventi su stile di vita e attività fisica, le nuove terapie farmacologiche, inclusi agonisti GLP-1 e dual agonist GLP-1/GIP, favoriscono un calo ponderale qualitativo e riducono le principali comorbidità, dalla steatosi epatica alle patologie cardiovascolari e respiratorie. Le prospettive future puntano a molecole multi-agoniste e nuovi target terapeutici per intervenire direttamente sull’adiposopatia, principale determinante delle complicanze dell’obesità.