
Uno scenario disegnato da Ricordi in occasione del Congresso internazionale sul diabete Aidpit-Epita, nel quale ha anche annunciato l'avvio nel 2012 in Usa del primo test su uomo con l'utilizzo di cellule staminali embrionali per la cura del diabete. La tecnica ideata da Ricordi parte da un'idea 'semplice': la malattia e' determinata dalla distruzione delle cellule pancreatiche (isole) che producono insulina per una anomala reazione del sistema immunitario, o dall'incapacita' dell'organismo di rispondere agli stimoli dell'insulina. La terapia e' allora quella di somministrare insulina dall'esterno o, nei casi gravi, di ricorrere al trapianto di pancreas. L'approccio di Ricordi punta invece a trapiantare nel fegato del paziente le isole pancreatiche prelevate da donatore che, 'ingegnerizzando' il fegato, insegnano all'organo a produrre insulina. Negli ultimi anni, spiega Ricordi, ''stiamo studiando anche la possibilita' di utilizzare isole autologhe, cioe' prelevate dallo stesso paziente, ma stiamo andando avanti anche con gli studi sulle cellule staminali perche' pensiamo che possano essere 'programmate' per produrre insulina per poi essere trapiantate nel paziente evitando i problemi di rigetto. In 3-5 anni - ha annunciato - partiremo con i test sull'uomo''. Approcci che non sono solo teoria: nel 2012 partira' infatti un test di fase III su 42 pazienti a livello internazionale per il trapianto di isole da donatore ed uno di fase III su 60 pazienti per il trapianto di isole autologhe.




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