Attualmente, solo una minuscola parte delle 15.000 malattie genetiche possono essere rilevate in un test dell'embrione: si può oltretutto testare un solo difetto per volta, e i risultati spesso arrivano dopo settimane. La tecnica messa a punto dal professor Alan Handyside, che con la sua equipe del Bridge Centre di Londra la sta ancora sperimentando, potrebbe entrare in commercio il prossimo anno, se ci sarà il via libera delle autorità competenti. Il costo si aggirerà attorno alle 1.500 sterline. L'analisi avviene creando degli embrioni con la fecondazione in vitro. Quando hanno due giorni di età, si preleva una singola cellula da ogni embrione, e questa viene testata con il karyomapping, che analizza la composizione cromosomica e permette di compararla, ad esempio, con quella del dna di un genitore che ha una certa malattia. Se si osserverà la stessa anomalia, si potrà prevedere che quell'embrione sviluppi malattie genetiche come il morbo di Huntington, la fibrosi cistica, la distrofia muscolare.



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