|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Scompenso cardiaco, il 50% dei ricoverati ha ricadute

Medicina Generale

A ricordarlo è Marco Metra, professore associato di cardiologia all'Università Ospedale di Brescia, nonchè chairman e membro del comitato scientifico dell'Heart Failure 2008, convegno annuale organizzato dalla Società Europea di Cardiologia. Lo scompenso cardiaco, spiegano gli esperti, è la difficoltà del cuore a pompare la giusta quantità di sangue che l'organismo richiederebbe per funzionare normalmente, e rappresenta la più importante complicanza di ogni malattia cardiaca. Tuttavia, ''è tuttora una condizione non molto 'pubblicizzata' - spiega Metra - l'opinione pubblica non è cioè sensibilizzata a sufficienza. E' anche per questo che abbiamo appena finito di discutere per organizzare una Giornata Europea dedicata proprio allo scompenso cardiaco''. Eppure, anche se poco considerato lo scompenso è una condizione preoccupante: ''La mortalità durante il primo ricovero è del 5-8% - aggiunge l'esperto - mentre la mortalità nei mesi successivi può essere del 10-20%. Il 30-40% dei pazienti, poi, va incontro a riospedalizzazione: il che significa che circa metà dei pazienti muore o viene ricoverato una seconda volta nel giro di qualche mese. Serve quindi trovare terapie per evitarlo, anche se in questo campo non si è fatto molto fino ad adesso''. Uno degli aspetti fondamentali per limitare i danni derivanti dallo scompenso cardiaco acuto è quello di ''migliorare nel tempo più rapido possibile i sintomi del paziente ricoverato - prosegue Metra - ed evitare le ricadute e le recidive. E' un progetto su cui stiamo lavorando molto anche nel nostro centro di Brescia, nella cardiologia diretta da Livio Dei Cas, dove siamo anche centro di riferimento per la sperimentazione di farmaci e di terapie contro lo scompenso sia a livello italiano che internazionale''. Un esempio delle possibili terapie attualmente studiate a Brescia è la 'rolofillina', una molecola capace di dilatare la funzionalità dei reni e quindi di aumentare la diuresi: questo, proprio nell'ottica di proteggere i reni che vengono messi a rischio durante lo scompenso cardiaco acuto. ''Al convegno Heart Failure 2008 presentiamo proprio uno studio pilota condotto su 310 malati - aggiunge Metra - nei quali si è visto un miglioramento della funzionalità renale. Studio che ora verrà allargato: sono già stati reclutati 1.200 pazienti di diversi Paesi (tra i quali Italia, Sua America e Europa dell'Est) sui 2.000 necessari, con l'obiettivo di verificare gli effetti di questa molecola sull'ospedalizzazione dei malati con scompenso cardiaco''. Al convegno gli esperti si sono concentrati soprattutto sulla prevenzione, l'unica strategia ritenuta utile per evitare che le patologie cardiovascolari evolvano nello scompenso cardiaco conclamato. Difatti, conclude Metra, lo scompenso ''è favorito dall'invecchiamento, ed è la patologia cardiovascolare più frequente. La sua incidenza è in progressivo aumento sia a causa della sempre maggiore aspettativa di vita, sia per il costante miglioramento delle terapie per le malattie cardiovascolari, che salvano i pazienti dal decesso ma che non riescono ancora ad evitare loro le cronicità''.

Medicina Generale
Commenti

I Correlati

BPCO, aggiornata la Nota 99 AIFA: più autonomia ai medici di famiglia nella gestione terapeutica
Medicina Generale
Leggimi
Medicina Generale

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Telemedicina, quando il digitale diventa cura: meno ricoveri tra gli anziani fragili
Sanità Digitale
Telemedicina, quando il digitale diventa cura: meno ricoveri tra gli anziani fragili
Uno studio su 120 pazienti con età media di 89 anni mostra risultati significativi dopo il ricovero per scompenso cardiaco. Il modello integra monitoraggio remoto, televisite, terapia e presa in carico
Scompenso cardiaco: superare i Piani terapeutici per semplificare le cure
Medicina Generale
Scompenso cardiaco: superare i Piani terapeutici per semplificare le cure
FISM e FNOMCeO chiedono di riformare i Piani terapeutici per i farmaci innovativi nello scompenso cardiaco. Obiettivo: accesso uniforme e ruolo centrale del medico di famiglia.
Cuore e longevità, dagli esperti un allarme per gli over 75: servono più prevenzione e diagnosi precoce
Congressi
Cuore e longevità, dagli esperti un allarme per gli over 75: servono più prevenzione e diagnosi precoce
Al Congresso nazionale della geriatria ospedaliera e territoriale emerge la necessità di rafforzare gli strumenti per intercettare precocemente le patologie cardiovascolari, ancora oggi tra le principali minacce per la salute della popolazione anzian
Scompenso cardiaco, l'alimentazione "su prescrizione" non riduce le riospedalizzazioni: i risultati di uno studio randomizzato
Scompenso Cardiaco
Scompenso cardiaco, l'alimentazione "su prescrizione" non riduce le riospedalizzazioni: i risultati di uno studio randomizzato
Uno studio randomizzato valuta l'impatto della consegna di pasti personalizzati o prodotti freschi dopo un ricovero per scompenso cardiaco. L'intervento si dimostra realizzabile e ben accettato, ma senza benefici sulle riospedalizzazioni a 90 giorni.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.