Proprio Bellù è stato ospite all'incontro americano, dove si sono radunate oltre mille strutture TIN mondiali, per illustrare due progetti italiani. Il primo consiste nella raccolta di dati clinici relativi ai neonati prematuri, in fase prenatale e perinatale (cioé prima e durante la nascita): "La ricerca e le sue modalità di realizzazione - spiegano i suoi promotori - potrebbero essere estese anche in altre aree geografiche del mondo". Il secondo progetto riguarda invece gli esiti della terapia neonatale a due anni di vita del bambino: l'obiettivo sarà quello di monitorare a distanza la qualità dell’assistenza neonatale prestata. "Il network italiano - spiega Roberto Bellù - sta contribuendo non poco alla crescita qualitativa della neonatologia del nostro Paese.
Fonte: bellù



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